(Adnkronos) - In caso di obesità durante il periodo di gestazione possono insorgere complicanze e patologie sia per il feto che per la donna. E’ bene rivolgersi ad uno specialista
Roma, 30 giugno 2023. “Quando una donna è incinta deve mangiare per due”. Quante volte le donne in gravidanza se lo sono
Secondo uno studio del Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione (Crea) la consapevolezza è migliorata rispetto al passato ma i passi in avanti compiuti non hanno ancora permesso di raggiungere quello che dovrebbe essere lo standard. L’obesità è in aumento, in particolare nella popolazione femminile in età fertile. Si stima che in Italia il 22% delle donne è da ritenersi obesa, il 34% in sovrappeso. “Ovviamente non si tratta solo di una questione estetica – precisa la dottoressa Caniglia – in caso di obesità, durante la gravidanza possono insorgere importanti complicanze nella donna quali il diabete o l’ipertensione gestazionali, la preeclampsia, il parto pre termine o la necessità di un parto cesareo. Per quanto riguarda il feto possono insorgere macrosomia, malformazioni, distocia di spalla, distress respiratorio e può aumentare la mortalità perinatale. Problematiche si presentano anche nel caso contrario di iponutrizione di una donna che può far nascere un bambino troppo piccolo, con ipoglicemia neonatale, distress respiratorio e causare un aumento della mortalità perinatale. Proprio per questo è necessario rivolgersi ad uno specialista per avere un piano alimentare personalizzato da seguire”
Durante i nove mesi di gestazione, infatti, le necessità alimentari variano: per esempio se nel primo trimestre il fabbisogno energetico giornaliero supplementare è di sole 70 kcal circa al giorno ed il fabbisogno proteico giornaliero è di 1 grammo per Kg di peso corporeo, nel terzo trimestre il fabbisogno energetico quotidiano supplementare diventa di ben 500 kcal e quello proteico di 28 grammi. “Un medico specializzato in Alimentazione – conclude la dottoressa Caniglia – potrà valutare in modo scientifico la singola situazione e preparare un piano alimentare ad hoc”.
La dottoressa Caniglia ha aperto due studi professionali a Roma e Pescara dotati di strumentazione all’avanguardia e utilizza un approccio multidisciplinare che coinvolge oltre al dietologo, anche un dietista e uno psicologo/psicoterapeuta.
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