Avv. Massimo Ferrante: “Revisione del processo penale, così nuove prove permettono di ottenere l’assoluzione”
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Avv. Massimo Ferrante: “Revisione del processo penale, così nuove prove permettono di ottenere l’assoluzione”

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(Adnkronos) - È fondamentale rivolgersi a legali che si avvalgano di professionisti capaci di raccogliere le prove e autorizzati a farlo 

Catania, 27/11/2024.La possibilità di ricorrere a strumenti tecnologici sempre più innovativi, unita all’impegno nell’effettuare indagini specialistiche e

approfondite, rappresenta uno strumento importante per accedere alla revisione del processo penale. Lo strumento - di cui si è tornati a parlare di recente anche per noti casi di cronaca - è previsto dall’articolo 630 del codice di procedura penale e consente di riaprire procedimenti giudiziari ormai conclusi.  

“Il procedimento, che di fatto rappresenta l’ultimo baluardo per ottenere un giusto processo, può essere attivato solo in alcuni casi specifici - spiega Massimo Ferrante, avvocato patrocinante in Cassazione ed esperto in revisioni del processo penale -. Per poter presentare l’istanza di revisione alla Corte d’Appello è necessario avere almeno una nuova prova, capace di portare all’assoluzione con formula piena dell’imputato già condannato”. 

Per ‘nuova prova’ non si intende esclusivamente l’introduzione di un elemento o di un fatto inedito rispetto al processo già svolto, ma anche di testimonianze o evidenze che consentano di dare una lettura diversa a fatti e prove già considerati. Per dare una definizione tecnica, così come dice la Cassazione: “Si intendono “nuove prove” non solo le prove sopravvenute alla sentenza definitiva di condanna e quelle scoperte successivamente ad esse, ma anche quelle non acquisite nel precedente giudizio oppure acquisite ma non valutate neanche implicitamente, purché non siano state dichiarate inammissibili o superflue dal giudice”.  

In questo senso è decisivo portare avanti un lavoro di indagine puntuale e approfondito, che consenta di ricavare elementi utilizzabili in tribunale. “Il consiglio è di rivolgersi a studi legali che abbiano esperienza in questo campo e che si avvalgano di investigatori professionisti” aggiunge Ferrante, sottolineando l’importanza “non solo di individuare nuove prove, ma anche e soprattutto di raccoglierle in modo adeguato, che si tratti di testimonianze, fotografie, filmati o di qualsiasi altro elemento. L’attività d’indagine può essere effettuata solo da investigatori professionisti”. 

Senza considerare un altro elemento da tenere presente al momento della scelta dell’avvocato a cui affidarsi: “Il mio consiglio è di rivolgersi ad un legale che abbia anche esperienza in campo di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo, a cui si può adire dopo aver espletato tutti i gradi di giudizio in Italia, nel caso in cui ci sia stata una violazione dei diritti fondamentali. A partire, per esempio, da quello ad avere un processo equo e con una durata congrua”. La tutela, infatti, potrebbe passare anche da questo strumento. 

Contatti: https://avvocatomassimoferrante.it/ 

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