Una scuola per insegnare un mestiere agli africani, l’impegno di Roberto Iacona
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Una scuola per insegnare un mestiere agli africani, l’impegno di Roberto Iacona

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(Adnkronos) - Roma, 21 febbraio 2025. Roberto Iacona è un signore di 86 anni che ha deciso di aiutare il Continente nero: “Io -spiega- ho vissuto in Etiopia, dove producevo mobili metallici, fino al 2007 e conosco bene quella realtà che, con l’avvento della dittatura, ho dovuto lasciare. Ho scritto al Presidente del

Consiglio, Giorgia Meloni, per illustrarle la mia idea. Vorrei, grazie alla mia esperienza lavorativa, creare una scuola dove insegnare mestieri manuali come il falegname, il saldatore, il muratore e altro ancora con un metodo sperimentato negli anni”. 

Una soluzione, ne è convinto Iacona, che avrebbe come primo obiettivo quello dì evitare i viaggi della speranza via mare: “Si parla tanto di immigrazione -ricorda- ma spesso ci si dimentica, come ho spiegato nella missiva inviata al nostro Premier, che esistono soluzioni possibili per scongiurare tragedie, limitare i flussi e dare un futuro all’Etiopia e ai Paesi limitrofi. Il progetto pilota che ho in mente si rivolge ai ragazzi o ragazze di età compresa fra i 18 e i 20 anni e prevede un durata variabile da 6 a 12 mesi. 100, in questa prima fase, i posti disponibili con questa suddivisione: 80 per l’Etiopia, 4 a testa per Gibuti, Somalia, Sudan, Eritrea e Uganda”. 

Si tratta però di un progetto complesso che, da solo, Iacona non riuscirebbe a portare a termine: “Vorrei -sottolinea- realizzare un sogno che andrebbe a coronare una vita condotta con passione e sacrificio ma ho bisogno di una mano. Chiedo perciò alla Meloni di farmi aiutare nella redazione di un business plan e a un gruppo di volontari agguerriti di affiancarmi con le proprie competenze. Un appello, il mio, accorato che intende raggiungere i cuori delle persone di buona volontà per fare nascere una scuola capace di qualificare le persone. Se si ottiene questo risultato, non ci sarebbe più bisogno di ricorrere agli scafisti di turno e si darebbe ai fratelli africani la possibilità di riemergere e di riscattarsi a casa loro. Senza pericoli né ostacoli di alcun tipo”. 

 

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