Fare impresa in Italia: resilienza, autosufficienza e orientamento alla crescita nonostante l’ambiente più complesso d’Europa
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
18
Mer, Feb

Abbiamo 2596 visitatori e nessun utente online

Fare impresa in Italia: resilienza, autosufficienza e orientamento alla crescita nonostante l’ambiente più complesso d’Europa

Immediapress
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

COMUNICATO STAMPA - CONTENUTO PROMOZIONALE

Secondo i dati del nuovo Osservatorio di Qonto, imprenditori e liberi professionisti scelgono l’indipendenza per un maggior equilibrio tra lavoro e vita privata, ma convivono tra ansia e ambizione di successo, potendo contare soprattutto sulle proprie

forze 

 

Milano, 17 febbraio 2026 – Operare come imprenditori o liberi professionisti in Italia significa confrontarsi con l’ambiente più difficile dell’Unione Europea: burocrazia, complessità normativa, pressione fiscale e scarsa fiducia nelle istituzioni rendono l’avvio e la gestione di un’attività più gravosi rispetto agli altri grandi mercati europei. Eppure, proprio in questo contesto, gli imprenditori italiani dimostrano una resilienza fuori dal comune e un impegno verso il lavoro indipendente in linea con la media UE. È quanto emerge dal nuovo Osservatorio sul modo di fare impresa in Italia e in Europa, realizzato da Qonto, la soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti leader in Europa, con oltre 600.000 clienti, in collaborazione con Appinio. Il report ha coinvolto 1.600 imprenditori, freelance e fondatori di aziende con meno di 10 dipendenti in Italia, Francia, Germania e Spagna, con rilevazioni condotte a novembre 2025. 

 

“La nostra ultima ricerca conferma qualcosa in cui in Qonto abbiamo sempre creduto e cioè che agli imprenditori non mancano la passione né le idee. Manca loro l’infrastruttura finanziaria di cui hanno bisogno per costruire e far crescere le proprie aziende. Quando il 30% degli imprenditori indica l’ansia legata ai ricavi come la principale sfida finanziaria, sono più del doppio rispetto a qualsiasi altro problema, ci troviamo di fronte a un problema sistemico”, afferma Alexandre Prot, Co-Founder & CEO di Qonto. Molti di questi imprenditori hanno scelto l’indipendenza per la libertà creativa, ma la realtà è che stanno spendendo troppe energie nella gestione delle operazioni finanziarie di base. In Italia, in particolare, i professionisti autonomi si muovono in un contesto altamente rallentato dalla burocrazia e dalla rigidità regolamentare, dove faticano ad affidarsi alle istituzioni, con un conseguente appesantimento delle procedure necessarie per avviare e gestire un’attività, rendendole più onerose che altrove. Proprio questo tipo di scenario ci ha spinto a creare Qonto, per rimettere il controllo nelle mani degli imprenditori, offrendo loro chiarezza finanziaria". 

 

Italia: indipendenza come necessità e come scelta consapevole  

Dal punto di vista motivazionale, l’Italia si distingue per il profilo più equilibrato tra i Paesi analizzati. Gli imprenditori italiani attribuiscono pari importanza all’equilibrio tra vita privata e lavoro e alla libertà creativa (entrambi al 29%), valori leggermente inferiori alla media europea ma accompagnati dal più alto livello di necessità di autonomia nel lavoro (21,5%, +2,9 punti percentuali rispetto alla media UE, allo stesso livello della Germania). Questo dato suggerisce che l’indipendenza in Italia non è soltanto una scelta di stile di vita, ma una vera e propria esigenza professionale, a differenza della Francia – dove domina la ricerca dell’equilibrio personale – o della Spagna, caratterizzata da un approccio più pragmatico, guidato da necessità economiche. Allo stesso tempo, l’Italia registra il più basso tasso di identificazione di opportunità di mercato (6,3%, -3,9 punti rispetto alla media UE), indicando un’imprenditorialità più reattiva che opportunistica, spesso spinta dalla necessità di costruirsi un’alternativa professionale stabile. 

 

Il paradosso finanziario italiano: ansia e ambizione convivono  

Sul fronte finanziario emerge un paradosso distintivo. L’Italia mostra una delle più alte ansie legate al reddito (32,3%, allo stesso livello della Francia), ma allo stesso tempo il più forte orientamento alla pianificazione della crescita (16,8%, +4,9 punti percentuali rispetto alla media UE, il valore più alto in assoluto). Questo dato rivela una mentalità duplice: preoccupazione per la stabilità economica nel breve periodo e, insieme, forte ambizione di espansione nel medio-lungo termine. Le difficoltà operative legate alla gestione finanziaria quotidiana e ai rapporti bancari risultano invece relativamente contenute, segno che gli imprenditori italiani dispongono di strumenti e competenze adeguati, pur dovendo fare i conti con una maggiore volatilità del reddito. 

 

Autosufficienza e sfiducia nell’ecosistema di supporto  

L’Italia presenta il modello di supporto più polarizzato tra i Paesi analizzati. Da un lato, registra il più alto livello di autosufficienza (29,5%, +8,3 punti percentuali rispetto alla media UE), dall’altro, un ricorso al supporto familiare quasi equivalente (29,3%). Sono invece marginali le forme di supporto “intermedie”: il minor utilizzo di aiuti governativi (6,8%) e delle camere di commercio (6,8%) riflette una diffusa sfiducia o insoddisfazione verso le istituzioni pubbliche. Ne emerge un modello imprenditoriale fondato più sulle capacità personali e sulle reti informali che su un ecosistema strutturato e favorevole. A livello europeo, emerge un divario di supporto tra i generi: le donne, più degli uomini (36% contro 31%), tendono a considerare la famiglia e gli amici come il proprio principale sistema di sostegno. Al contrario, il 24% degli uomini identifica nei professionisti — come avvocati e commercialisti — una delle risorse più utili, rispetto al 18% delle donne. 

 

L’ambiente imprenditoriale più difficile d’Europa  

Il dato più critico riguarda la percezione complessiva dell’ambiente imprenditoriale. L’Italia è il Paese con la valutazione peggiore in tutta l’UE: il 79% degli intervistati lo considera complesso (+9,2 punti rispetto alla media europea) e il 38% lo definisce “molto complesso”, il valore più alto in assoluto. Il punteggio medio di difficoltà si ferma a 1,87, nettamente al di sotto della media UE e ben 0,39 punti sotto la Francia, che registra l’ambiente percepito come più favorevole. Questo contesto ostile contribuisce a spiegare l’elevata autosufficienza degli imprenditori italiani: non potendo contare su condizioni strutturali favorevoli, la resilienza diventa una strategia di sopravvivenza. 

 

Credibilità e posizionamento: le vere sfide  

A differenza di altri Paesi, le principali difficoltà in Italia non riguardano tanto le operazioni quotidiane quanto il posizionamento sul mercato. Gli imprenditori italiani segnalano il più alto livello di problemi di credibilità professionale (13,5%, +7 punti percentuali rispetto alla media UE), accompagnato da difficoltà nell’acquisizione di clienti e nella difesa dei prezzi. 

Il cash flow e il work-life balance risultano invece meno centrali rispetto agli altri mercati, suggerendo che la gestione operativa sia ormai consolidata, mentre resta complesso affermare la propria legittimità in un contesto competitivo e poco favorevole. 

 

Cosa cambiare: meno burocrazia e più prevedibilità  

Guardando al futuro, le priorità di cambiamento in Italia appaiono particolarmente equilibrate: prevedibilità del reddito (24,0%) e riduzione del carico amministrativo (23,8%, il valore più alto in UE) sono quasi equivalenti, seguite dalla semplificazione fiscale. Nonostante il contesto difficile, solo una minoranza dichiara una reale soddisfazione, segno di un’accettazione pragmatica più che di un vero benessere professionale. 

 

Resilienza italiana a confronto con l’Europa  

Il confronto europeo rafforza l’unicità del caso italiano. La Francia, pur beneficiando dell’ambiente più favorevole, mostra il minor tasso di permanenza nel lavoro indipendente, motivato soprattutto da esigenze di equilibrio personale. La Germania combina stabilità economica, buone condizioni operative e un forte orientamento all’autonomia. La Spagna registra la minore ansia economica e il modello più collaborativo, ma soffre maggiormente sul fronte del work-life balance, pur mantenendo il più alto tasso di permanenza. L’Italia, invece, si conferma come un caso unico: condizioni più dure, maggiore autosufficienza e ambizione, ma anche difficoltà reputazionali e finanziarie più accentuate. Nel complesso, l’imprenditorialità italiana non prospera grazie al contesto, ma nonostante esso, sostenuta da determinazione, autonomia e capacità di adattamento che non trovano equivalenti negli altri grandi Paesi europei. 

 

Il nuovo Osservatorio sul modo di fare impresa in Italia e in Europa è disponibile su https://qonto.com/it/resources/entrepreneur-survey  

Chi è Qonto  

Qonto è la soluzione di gestione finanziaria leader in Europa che affianca oltre 600.000 PMI e professionisti in 8 Paesi. Fondata nel 2017 da Steve Anavi e Alexandre Prot, Qonto offre un conto business che integra fatturazione, contabilità e gestione delle spese in un'unica soluzione. Forte di 622 milioni di euro raccolti da primari investitori e di un team di oltre 1.600 persone, Qonto rivoluziona la gestione finanziaria delle imprese europee con soluzioni innovative, prezzi chiari e supporto clienti sempre attivo. 

 

Per maggiori informazioni: Sito web, Media Kit, Area media. 

Contatti: Immediapress Contatti media Qonto Giulia Rampinelli PR & Communication Manager Italy Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. SEC Newgate Italia Fabio Santilio - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 339 8446521Irene Fusani - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 340 1280512Elena Evangelisti - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 340 116753 

COMUNICATO STAMPA - CONTENUTO PROMOZIONALE

Responsabilità editoriale di Immediapress

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.