(Adnkronos) - L’ateneo chiede risposte sull’accesso all’iniziativa che incentiva l’accesso dei dipendenti della Pubblica Amministrazione ai corsi di laurea: da giorni nessuna comunicazione ufficiale
Roma, 17 febbraio 2022- Il Ministero dell’Università e della Ricerca faccia chiarezza una volta
“Restiamo colpiti e stupiti nell’apprendere che tutte le Università italiane associate alla CRUI sono state autorizzate ad erogare corsi sia in presenza che telematici in modalità sincrona e asincrona anche se non in possesso di piattaforme didattiche omologate”, si legge in una seconda lettera che Bandecchi ha inviato ai ministri Brunetta e Messa. “Il nostro stupore deriva dal fatto che Voi avete eliminato proprio chi aveva più diritto di tutti ad erogare questi corsi, cioè proprio le Università cosiddette telematiche, che da ben vent’anni adottano questo sistema didattico con grande successo”. Con la lettera di Unicusano è stato diffuso anche un memorandum, redatto dallo Studio Bonelli Erede, che evidenzia elementi di illegittimità del “Piano Strategico per la valorizzazione e lo sviluppo del capitale umano della Pubblica Amministrazione” elaborato dal Dipartimento della Funzione Pubblica. Una possibile azione legale che, a leggere la consulenza fornita dall’avvocato Luca Perfetti, potrebbe facilmente interessare anche la Corte di Giustizia europea richiamando i fondi del PNRR.
Una sola indicazione sul parere del Mur è arrivata da un organo di stampa, IlFattoQuotidiano.it, che in un articolo di lunedì 14 febbraio ha riportato un’affermazione di fonti vicine alla ministra Messa: “Nel protocollo d’intesa c’è scritto testuale ‘anche con il coinvolgimento della Crui’. Non è una forma esclusiva. Le università telematiche non sono fuori”. Perché – chiede Unicusano – fornire una risposta ai media e non una comunicazione formale ai diretti interessati? Dov’è la verità? L’ateneo attende un chiarimento attraverso i canali ufficiali.
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