Tronzano, Regione Piemonte: la politica deve saper ascoltare i manager per sviluppare azioni utili allo sviluppo
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Sab, Giu

Abbiamo 3258 visitatori e nessun utente online

Tronzano, Regione Piemonte: la politica deve saper ascoltare i manager per sviluppare azioni utili allo sviluppo

Immediapress
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - L’incontro “Transizione circolare e terzo settore”, all’interno dell’Assemblea di Manageritalia Piemonte, ha coinvolto politica, istituzioni ricerca, business community e un folto pubblico.  

Torino, venerdì 11 novembre 2022. “Stasera siamo stati spoilerati come manager da

tutti i nostri prestigiosi ospiti che hanno detto a gran voce che per lo sviluppo di un’economia competitiva, sostenibile, circolare… servono competenze, managerialità e gioco di squadra. Non avremmo potuto costruire neppure volendolo un endorsement così forte. Ora potenziamo le azioni di supporto, anche volontario, con le competenze dei manager nostri associati a pmi, startup e terzo settore in atto già da anni. Per dare ai risultati già raggiunti consistenza e diffusione dobbiamo farlo tutti insieme istituzioni, economia e società” Così Daniele Testolin, presidente Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta, ha chiuso la parte pubblica dell’Assemblea dei manager del terziario.  

Nel dialogo pubblico su “Transizione circolare e terzo settore” le parole manager, competenze e collaborazione sono state le vere protagoniste. A cominciare da Andrea Tronzano, assessore della Regione Piemonte - Bilancio, Finanze, Programmazione economico/finanziaria, Patrimonio, Sviluppo delle attività produttive e delle piccole e medie imprese, che nel suo intervento ha detto: “La politica deve saper ascoltare e mettere questo ascolto a favore di un utilizzo di risorse e azioni utili allo sviluppo. Noi a inizio legislatura abbiamo ascoltato i manager che ci hanno detto che le competenze sono indispensabili per innovare, digitalizzare e sviluppare un’economia sostenibile e allora noi abbiamo messo dei soldi dei finanziamenti europei per supportare le imprese con competenze manageriali. È necessario un cambiamento di paradigma per tutti e anche le piccole e medie imprese se non digitalizzeranno le loro attività saranno fuori dal mercato e chi non lo farà sarà fuori dal mercato. Noi dobbiamo operare per dare un’opportunità a tutti e convincerli a cambiare, partendo da cultura e mentalità per arrivare alle competenze. Finanzieremo anche i circular economy manager”. 

Lo aveva preceduto Sonia Cambursano, consigliera della città metropolitana di Torino con deleghe a Sviluppo economico, Attività produttive, Turismo, Pianificazione strategica, chiarendo che: “L’ente pubblico deve fare policy e azioni che influiscano positivamente sull’attività delle imprese. Per questo, in tema di economia circolare e sostenibilità abbiamo messo allo stesso tavolo Ricerca, imprese e manager e chi gestisce i finanziamenti del Pnrr che per essere ricevuti necessitano di adempiere a ben determinate caratteristiche. Si deve infatti garantire che i progetti non arrechino danno all’ambiente e questo deve essere certificato e costruito con debite competenze e capacità prima di tutto manageriali, pena la perdita dei finanziamenti. E questo deve essere chiaro per tutte le imprese anche per le piccole che devono cambiare, con l’aiuto di tutti, cultura e mentalità” 

Il dibattito sull’economia circolare, moderato dal segretario generale di Manageritalia nazionale Massimo Fiaschi, è stato aperto dalla presentazione di un’indagine su un ampio campione di 1.823 aziende, rappresentativo dell’universo delle imprese della regione, soprattutto torinesi, da parte di Francesco Quatraro, professore Dipartimento di Economia e Statistica "Cognetti de Martiis". Partendo dal presupposto che per economia circolare si intende tutto quanto volto a ridurre il ricorso all’estrazione di nuove materie prime e la produzione di rifiuti con il riciclo, i risultati emersi parlano chiaro e sono in parte allarmanti. Infatti, le aziende intervistate mostrano una bassa consapevolezza, meno del 50% delle Pmi, dell’economia circolare e della su utilità, anche per il business. Ma ancor più sconfortanti sono l’interesse e la dichiarazione di voler applicare azioni di economia circolare in futuro. Soprattutto la dichiarata mancanza di competenze all’interno, di collaborazioni all’esterno e voglia di investire sulle competenze necessarie per fare il salto verso un’economia circolare che richiede nuovi modelli di business, di organizzazione del lavoro e di consumo. Certo un fenomeno crescente al decrescere della dimensione aziendale, ma visto il peso delle piccole aziende nella nostra economia, questo porta inevitabilmente ad un insuccesso e a un rischio di sopravvivenza per troppe pmi o microaziende. Per fare l’impresa di passare ad una vera economia circolare, ha detto il professor Quatraro, servono normative restrittive, ma anche lavorare su consapevolezza, formazione ed educazione, aiutare le pmi a superare le barriere burocratiche, far percepire che il passaggio al circolare è una vera e propria leva competitiva e sviluppare interventi per creare ecosistemi di innovazione circolare e favorire le interazioni tra gli attori. 

Roberto Saliola, presidente Manageritalia Lazio Abruzzo Molise Sardegna Umbria, nel suo intervento ha detto che la Federazione vuole sviluppare, come già fatto per l’innovation e l’export manager, apposite figure di circular manager, capaci di aiutare le imprese e il sistema a cogliere le opportunità di questo nuovo e indispensabile modello economico. A significarne l’utilità anche in termini di competitività è stato citato il Centro per il riciclo a livello europeo che Stellantis vuole costruire proprio a Torino. 

Nel corso della parte statutaria dell’assemblea i vicepresidenti Giuseppe Candela e Alfredo Lanfredi hanno illustrato rispettivamente l’attività svolta e le previsioni di bilancio. 

E allora veniamo ai dati sui manager. In Piemonte lavorano 9559 dirigenti dei 114.733 a livello nazionale. Se diamo uno sguardo ai settori emerge che l’industria la fa da padrona, e anche Torino rispetto a Milano e Roma appare ancora lontana da una necessaria terziarizzazione soprattutto con aziende più strutturate e managerializzate, quelle dove ci sono dirigenti. C’è poi il discorso dell’inclusione e in Piemonte le donne dirigenti sono il 16%, contro una media NAZIONALE DI 19%. Va un po’ meglio a Torino con il 18% di donne. 

MANAGERITALIA Piemeonte e Valle d’Aosta (www.manageritalia.it) – (Associazione dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato del Piemonte e della Valle D’Aosta) – associa 2.200 manager (di cui 1.800 dirigenti e 120 quadri) ai quali fornisce una vasta gamma di servizi: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.L’Associazione, insieme ad altre 12 dislocate sull’intero territorio nazionale e una dedicata agli Executive Professional, fa capo a MANAGERITALIA (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del terziario) la Federazione nazionale che rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche quadri e professional. Oggi MANAGERITALIA significa oltre 38.000 manager in Italia. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.