(Adnkronos) - Il padre Ciro la mise alla prova, mandandola a studiare l’inglese a Brighton. Oggi con il cugino Totò guida Kiton, un brand del lusso diventato un’icona globale. E' Maria Giovanna Paone, napoletana, una delle 22
La Kiton di oggi è assai più complessa e articolata di quella forgiata da Ciro Paone alla fine degli anni Sessanta: il fatturato è arrivato a quota 130 milioni, i negozi in giro per il mondo sono una cinquantina, i dipendenti ottocento. E la qualità, indiscutibile, resta il marchio di casa: si vende solo su ordinazione con una sorta di passaparola che ha fatto il giro dei cinque continenti. Ciro, dopo aver combattuto a lungo contro l’ictus che l’aveva costretto su una sedia a rotelle, si è spento a ottobre del 2021 e oggi Kiton è saldamente nelle mani di Maria Giovanna e Totò.
"Io sono il ministro degli Interni, lui degli Esteri - ironizza lei- In ogni caso io sono il presidente, io e lui, in coppia, siamo gli amministratori delegati". Le quote del gruppo sono divise fra cinque membri della famiglia: Raffaella e Maria Giovanna hanno ciascuna il 35 per cento, il restante 30 per cento è ripartito fra Totò e altri due cugini, Antonio e Silverio, figli di Salvatore, uno dei fratelli di Ciro. In realtà i parenti che lavorano ad Arzano sono molti di più e la terza generazione scalpita. C’è Ulderico, già inserito nella rete commerciale, e Martina che è l’ombra della mamma. "Ma lei, a differenza mia, non solo ha imparato l’inglese con uno stage di un anno a Londra, ma si è pure laureata in economia". Proprio come chiedeva Ciro, il "maschio maschilista" che ha fondato un brand oggi guidato dagli uomini, ma anche dalle donne di casa.
