Imprese, Giallombardo (EY): "Non sempre adatti a esigenze strumenti finanziari pubblici e privati"
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Imprese, Giallombardo (EY): "Non sempre adatti a esigenze strumenti finanziari pubblici e privati"

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(Adnkronos) - "In Italia le imprese più dinamiche, innovative e con il più alto tasso di export sono le aziende del manufatturiero con fatturato sino 300 milioni di euro. Imprese che vantano storie d’eccellenza, contribuendo per l’80% all’export e che sono in grado di correre a una velocità superiore alla

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Renato Giallombardo

 

media europea; realtà non quotate che hanno molteplici qualità ed esigenze per affrontare i cambiamenti in atto". A dirlo oggi Renato Giallombardo, m&a e private equity leader, EY Slt, intervenendo al convegno EY ‘Economia reale. Il valore degli investimenti privati a supporto del Sistema Paese’.  

"L’attuale quadro nazionale - fa notare - sembra offrire un’ampia gamma di strumenti finanziari a matrice pubblica e privata, non tutti però adatti alle loro necessità. Dei quasi 5000 miliardi di patrimonio privato meno dell’1% è transitato in tali imprese (5 miliardi in media negli ultimi 10 anni). Il resto ha preso la via del debito di stato o dei mercati finanziari, in prevalenza esteri".  

Una tendenza che per Giallombardo si può invertire. "Bisogna - suggerisce - comprendere la specificità di queste imprese con fondamentali solidi e prospettive di crescita che costituiscono la spina dorsale del Paese: l’eccellenza del Made in Italy. Inoltre, serve a fare chiarezza sulla necessità di sostenerle in modo proattivo con strumenti finanziari fatti su misura. Servono 3 cose: una consistente semplificazione amministrativa, un sostegno per affrontare le transizioni in atto, un partner finanziario che abbia un respiro industriale forte e consapevole delle loro esigenze". 

"Da oltre 25 anni - precisa - a livello globale il ruolo di partner è svolto dai fondi di investimento di private equity. Il private equity è una realtà spesso conosciuta superficialmente e non pienamente compresa. Si tratta di uno strumento per la crescita imprenditoriale e la ricerca di rendimento finanziario, anche se, quando opera nel mid-market, è richiesto uno sforzo ulteriore. Coinvolgimento nella dimensione locale, conoscenza delle dinamiche relazionali, personali e familiari dell’imprenditore, sensibilità nel proporre nuove soluzioni manageriali: sono elementi comuni a tutto il private equity, ma parlando di imprese medie o piccole assumono un valore ulteriore". 

"Negli ultimi anni - ricorda - gli investimenti di fondi internazionale nel Paese si sono concentrati su asset regolamentati con cash flow stabili o su imprese strategiche, quasi mai su pmi o su aziende con fatturati inferiori ai 200 milioni di euro. Queste aziende però sono terreno di ricerca e lavoro per i gestori dei fondi di private equity del mid-market".  

"Per i gestori di tali fondi - afferma Renato Giallombardo - vanno pensati strumenti ad-hoc e che abbiano il fine di convogliare più ingenti risorse sui fondi da loro gestiti tramite il coinvolgimento strutturale degli investitori istituzionali italiani e la ricerca di investitori esteri". 

 

 

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