Ecommerce, Ambrosetti: "Da stabilità prezzi on-line abilitati 39 mld consumi tra 2020 e 2022"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
30
Mar, Giu

Abbiamo 2736 visitatori e nessun utente online

Ecommerce, Ambrosetti: "Da stabilità prezzi on-line abilitati 39 mld consumi tra 2020 e 2022"

Lavoro
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - In un momento in cui l’inflazione è in cima all’agenda politica ed economica e rappresenta una preoccupazione per molte famiglie italiane, The European House – Ambrosetti, in collaborazione con Amazon ha

avviato un progetto di ricerca sull’impatto dell’e-commerce sui cittadini e le imprese in Italia. Una prima analisi ha riguardato le percezioni dei cittadini italiani in relazione a e-commerce e potere di acquisto. Un’analisi che si inserisce in un contesto di forte pressione inflattiva nel 2022 (con picchi fino a quasi il 12%), di riduzione del reddito disponibile (in particolare per le famiglie meno abbienti) e crescita della povertà assoluta (+300 mila famiglie rispetto al 2021).  

Da questa indagine risulta che l’incremento dei prezzi e del costo della vita è il problema maggiormente sentito per 7 italiani su 10 e che l’e-commerce ha permesso a 6 italiani su 10 di aumentare o mantenere invariato il proprio potere di acquisto nell’ultimo anno. Dati confermati dall’analisi econometrica: la ricerca evidenzia che la diffusione dell’e-commerce consente di mitigare gli effetti dell’inflazione: nonostante la perdita di valore del denaro, i prezzi online si sono dimostrati più stabili negli ultimi tre anni rispetto a quelli del paniere Istat. Inoltre, proprio la stabilità dei prezzi on-line ha abilitato circa 39 miliardi di euro di consumi tra il 2020 e il 2022. 

Secondo lo studio, se non ci fosse stato l’effetto della diffusione dell’e-commerce, negli ultimi 6 anni l’inflazione sarebbe stata in media il 5% più alta. Inoltre, mitigando la riduzione del potere di acquisto e del reddito disponibile, la diffusione del commercio digitale ha abilitato circa 1 miliardo di euro di ricchezza disponibile per le famiglie italiane tra il 2020 e il 2022. La ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti, in collaborazione con Amazon sull’impatto dell’e-commerce sui cittadini e le imprese in Italia è la prima realizzata in Italia sulla relazione tra e-commerce, prezzi e consumi attraverso la costruzione di un database, unico in Italia, che ha compreso oltre 1 milione di rilevazioni di prezzi on-line su 23 mila prodotti comparabili con i beni che compongono il paniere Istat dei prezzi. L’indagine si è avvalsa del supporto di Istat nella definizione del modello statistico, nella scelta dei dati e nella interpretazione dei risultati preliminari. 

Scopo del progetto di ricerca portato avanti da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Amazon è analizzare l’e-commerce in Italia nell’attuale contesto inflattivo da un punto di vista sociale, economico e trasformativo, attraverso l’analisi dei numeri chiave del settore che connotano la strategicità per il Paese. Il primo studio ha analizzato l’impatto sui prezzi derivato dall’e-commerce percepito dai consumatori (presentata al Senato il 29 marzo). Il secondo studio introduce un modello econometrico che vede l’inflazione calare al crescere dell’e-commerce. Il terzo e conclusivo studio (che verrà presentato al Forum di Cernobbio a inizio settembre), attraverso una indagine delle imprese italiane, analizza gli effetti dell’e-commerce sulle filiere industriali e produttive nazionali. 

Il progetto di ricerca ha visto la partecipazione e il confronto con gli stakeholder di riferimento in tavoli privati e/o pubblici. Esperti e stakeholder coinvolti a vario titolo ad oggi sono: Marco Bianchini (economista e coordinatore di D4SME Global initiative centre for entrepreneurship, SMEs, Regions and Cities, Ocse); Alessia Cappello (assessora allo Sviluppo economico e politiche del lavoro, Comune di Milano); Carlo Alberto Carnevale Maffè (associato di Strategy and entrepreneurship, SDA Bocconi school of management); Cristina Lo Surdo (direttore consumer protection – digital platforms and communications, Agcm); Stefano Menghinello (direttore Direzione analisi e valorizzazione nell’area delle statistiche economiche e Pnrr, Istat); Alessandro Morelli (sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri); Ivana Pais (ordinaria di Sociologia economica, Università Cattolica del Sacro Cuore); Alberto Pirrone (direttore generale, Altroconsumo); Silvio Ripamonti (membro della commissione Etica, Associazione italiana di psicologia; associato di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, Università Cattolica del Sacro Cuore); Francesco Silvestro (senatore di Forza Italia; segretario, nona Commissione permanente Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare); Giuseppe Tripoli (segretario generale Unioncamere). 

La ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti, in collaborazione con Amazon sull’impatto dell’e-commerce sui cittadini e le imprese in Italia ha evidenziato nove categorie merceologiche di largo consumo che hanno particolarmente beneficiato della stabilità dei prezzi on-line, tra queste citiamo ad esempio il fai da te, salute e cura della persona, grandi elettrodomestici, giardino e giardinaggio, giochi e giocattoli.  

Attraverso un modello econometrico, lo studio ha poi calcolato la relazione statistica tra la diffusione dell’e-commerce in Italia e l’andamento dell’inflazione, dimostrando che, nel Paese, all’aumentare di 1 punto percentuale della diffusione del commercio elettronico, l’inflazione diminuisce di 0,02 punti. Pertanto, se non ci fosse stato l’effetto della diffusione dell’e-commerce, negli ultimi 6 anni l’inflazione sarebbe stata in media il 5% più alta. Inoltre, mitigando la riduzione del potere di acquisto e del reddito disponibile, la diffusione del commercio digitale ha abilitato circa 1 miliardo di euro di ricchezza disponibile per le famiglie italiane tra il 2020 e il 2022. 

La diffusione dell’e-commerce ha anche un effetto benefico sui consumi delle famiglie italiane. Ancora una volta, il modello econometrico ha evidenziato una relazione statisticamente significativa tra diffusione del commercio elettronico e consumi delle famiglie italiane: per ogni punto percentuale in più di diffusione dell’e-commerce i consumi in Italia aumentano di 845 mln di euro. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.