(Adnkronos) - “È una scelta chiara: considerare infrastrutture e mobilità non come un costo o un ostacolo ideologico, ma come strumenti di crescita, sicurezza e sviluppo nazionale. Per troppo tempo in Europa abbiamo invece assistito a un approccio ideologico alla mobilità, spesso costruito più sui divieti che
“Oggi il paradigma sta cambiando”, ha continuato Raimondo, “anche grazie al lavoro del governo Meloni si sta affermando una linea più pragmatica e realistica che mette al centro neutralità tecnologica e sostenibilità compatibile con la crescita economica, con l’innovazione industriale e con la libertà di poter scegliere. La transizione ecologica non può trasformarsi in desertificazione industriale, e la mobilità del futuro si costruisce investendo in infrastrutture moderne, logistica efficiente, intermodalità, digitalizzazione, trasporto pubblico innovativo e reti intelligenti”. Secondo Raimondo, “l’Italia ha bisogno di tornare a progettare in grande, ha bisogno di infrastrutture sicure, moderne e veloci, e per questo ha bisogno di competenze tecniche, capacità progettuale e grande visione strategica: in questo il ruolo degli ingegneri diventa sempre più centrale”.
