Infortuni, Rosas (Oil Italia e San Marino): "7.500 morti sul lavoro al giorno nel mondo"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Mer, Mag

Infortuni, Rosas (Oil Italia e San Marino): "7.500 morti sul lavoro al giorno nel mondo"

Lavoro
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

"Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), ogni anno nel mondo sono circa 2,8 milioni di lavoratrici e lavoratori che perdono la vita a causa di un infortunio o di una malattia professionale: circa 400 mila

lavoratori sono vittime d’infortuni mortali e 2,4 milioni sono le morti causate da malattie professionali". Lo dice all'Adnkronos/Labitalia Gianni Rosas, direttore ufficio Oil per l’Italia e San Marino. "In altre parole - sottolinea - è come se ogni giorno morissero in media 7.500 lavoratori per queste cause: più di cinque lavoratori al minuto. A queste cifre si aggiungono i più di 374 milioni di lavoratori che sono vittime ogni anno d’infortuni sul lavoro non mortali ma che provocano lesioni gravi e portano ad assenze dal lavoro".  

"Si stimano - continua - in 160 milioni i casi di malattie professionali non mortali che si verificano su base annuale".  

"Le giornate di lavoro perse - sottolinea - il risarcimento dei lavoratori, l’interruzione della produzione e le spese mediche costano complessivamente il 4% del pil mondiale (circa 2.800 miliardi di dollari, equivalente al pil di un paese come la Gran Bretagna)".  

"Un nostro studio - sottolinea - ha dimostrato che per ogni euro investito annualmente in prevenzione, le imprese hanno un ritorno economico pari a 2,20 euro". 

"Le morti, gli infortuni e le malattie connesse al lavoro - avverte - non sono inevitabili. I rischi possono essere ridotti e le perdite umane eliminate. Oltre all’eliminazione di questi incidenti e malattie che sono socialmente e moralmente inaccettabili, il rafforzamento della salute e sicurezza sul lavoro ha anche un impatto economico".  

"Per prevenire gli incidenti professionali e le morti sul lavoro - afferma Gianni Rosas - il sistema normativo dovrebbe essere accompagnato da una strategia organica che definisca delle azioni concrete da attuare a livello territoriale e aziendale, con degli strumenti misurabili e monitorabili, e con la definizione dei ruoli, responsabilità e collaborazioni tra le diverse istituzioni ed enti con mandato sulla salute e sicurezza sul lavoro, inclusi i rappresentati delle forze sociali".  

"Gli standard internazionali - fa notare - sulla salute e sicurezza sul lavoro (Convenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro numero 155 del 1981 e il relativo protocollo, come pure il Quadro promozionale per la sicurezza e la salute sul lavoro, Convenzione numero 187 del 2006) chiedono agli Stati di promuovere una cultura della sicurezza e attuare una strategia a livello nazionale e aziendale sulla salute e sicurezza sul lavoro".  

"In particolare - ricorda Gianni Rosas - la strategia deve definire i diritti, ruoli e responsabilità e connettere e attualizzare periodicamente le politiche che sono state introdotte nel tempo (Convenzione 155 prevede l’adozione di una politica nazionale e una serie di azioni da intraprendere a opera dei governi e delle imprese, al fine di promuovere la salute e sicurezza sul lavoro e migliorare le condizioni di lavoro. La Convenzione prevede l’adozione di una politica nazionale e una serie di azioni da intraprendere a opera dei governi e delle imprese, al fine di promuovere la salute e sicurezza sul lavoro e migliorare le condizioni di lavoro".  

"L’Italia - rimarca - ha iniziato nel 2015 la procedura per l’adozione degli standard internazionali sulla salute e sicurezza sul lavoro previsti dalla Convenzione sulla salute e sicurezza sul lavoro numero 155 del 1981; i quali, una volta ratificati, devono essere trasposti attraverso l’attuazione di politiche e interventi concreti. Si auspica che questo processo di ratifica possa essere concluso in tempi brevi e che delle strategie integrate e operative vengano attuate il più presto possibile".  

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.