Costruzioni, Fillea Cgil: con Durc di congruità a regime emersione per 2,1 mld euro
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Lun, Mag

Abbiamo 2833 visitatori e nessun utente online

Costruzioni, Fillea Cgil: con Durc di congruità a regime emersione per 2,1 mld euro

Lavoro
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Su un valore stimato solo di evasione salariale e contributiva annua (senza effetti fiscali) nelle costruzioni pari a 3.9 miliardi di euro l’anno (dati Istat), con il Durc di congruità vi sarà a regime e a tassi di crescita

costanti emersione totale per 2,1 miliardi di cui 1,6 miliardi per effetto di emersione di lavoro completamente irregolare e 570 milioni di emersione di lavoro parzialmente irregolare (sotto dichiarazioni, disapplicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro edile). E' quanto emerge da una ricerca di Fillea Cgil, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare, sugli effetti stimati a regime del Durc di congruità.  

In termini di emersione di lavoratori, l’emersione stimata, spiegano dalla Fillea, è di circa 72 mila Fte (Full time equivalent), che potrebbero corrispondere anche ad un numero superiore di 'teste'.  

La stima è inferiore al totale dell’economia irregolare complessiva in quanto le proiezioni sono basate su: la quantità di mercato dell’edilizia privata stimato irregolare, per piccoli lavori e lavori di importo inferiori ai 70 mila euro (ristrutturazioni interne, ecc.) che non ricadranno sotto il Durc di Congruità; un 30% di lavori edili privati anche di importi superiori ai 70 mila euro ma non soggetti a benefici fiscali, principalmente nel Sud Italia per non possibilità di accesso ai contributi; un 10% di economia illegale o di soggetti non regolarizzabili (lavoratori extra Ue, ecc.). Le stime sono state fatte, spiegano gli edili della Cgil, prendendo a riferimento anche i contesti dove il Durc di Congruità è già operativo da anni, con buoni risultati di emersione (in particolare nell’area del Centro Italia, soggetta a ricostruzione dopo il sisma del 2016). 

Secondo il segretario generale della Fillea Cgil Alessandro Genovesi "dopo una battaglia sindacale durata anni, da ieri 1° novembre 2021, entra in vigore il Durc di Congruità previsto dalla legge 120/2020 e dal Codice degli Appalti: uno strumento potente che farà emergere - secondo le nostre stime - salari e contributi previdenziali tanto nell’edilizia pubblica che in quella privata, per circa 2 miliardi di euro a regime e per oltre 75 mila lavoratori l’anno, rendendo più trasparente, sicuro e qualificato un settore strategico, al centro di incentivi pubblici e Pnrr”. 

“Il Durc di congruità -spiega- sarà obbligatorio per tutte le imprese che parteciperanno ad appalti e gare di lavori pubblici per qualsivoglia importo e per tutte le opere edili private di importo superiore a 70 mila euro, cioè la stragrande maggioranza dei cantieri finanziati dal super bonus 110%, dal bonus facciate e dal bonus edilizio. Proprio ora che il settore sta ripartendo, dobbiamo infatti evitare che si alimentino fenomeni di lavoro nero e illegalità, dove sfruttamento ed infortuni sono all’ordine del giorno”. 

“Ma cosa è il Durc di Congruità? E’ la certificazione con cui l’azienda dichiara Genovesi- per uno specifico lavoro e per uno specifico importo - il numero minimo (appunto “congruo”) di lavoratori impegnati, nelle percentuali definite dal decreto ministeriali stesso che ha recepito l’accordo di settembre 2020 tra le organizzazioni sindacali dell’edilizia e tutte le associazioni datoriali del settore. Il Durc di Congruità (che si otterrà on line in pochissimi giorni) è parte integrante del Documento unico di regolarità contributiva (il “vecchio” Durc che continua ad esistere), necessario per partecipare a gare pubbliche o ricevere benefici ed incentivi. In caso di Durc di Congruità negativo, anche il Durc “generale” diviene negativo, fino a regolarizzazione”, sottolinea ancora.  

“Ora la sfida vera -continua Genovesi - è fare in modo che tutte le stazioni appaltanti pubbliche, nazionali e locali, si attivino sui nuovi appalti per la verifica della congruità come previsto dall’art. 105 del Codice degli appalti e che la stessa Agenzia delle Entrate faccia verifiche, anche a campione, rispetto ai beneficiari dei vari incentivi privati, affinchè le aziende che opereranno siano in possesso di Durc regolare, dal 1 novembre, comprensivo della congruità”, aggiunge il sindacalista. 

“Noi come sindacato, insieme alle Casse edili ed Edilcasse, vigileremo e accompagneremo questa fase di avvio dando tutte le informazioni ed i chiarimenti necessari, oltre che promuovendo intese sulla falsariga dell’Accordo sottoscritto il 25 ottobre scorso sottoscritto con il Ministro Giovannini, in relazione alle opere pubbliche, perché tutti siano informati e preparati a gestire i nuovi strumenti e le nuove norme”, continua. 

“Sempre dal 1 novembre diventano operative, infatti, anche le nuove disposizioni sul sub appalto, previste dal Decreto 77/2021 (Decreto Semplificazioni 2021) che riconoscono parità di tutele economiche e normative e applicazione dello stesso Ccnl tra lavoratori dell’appaltatore e lavoratori del sub appaltatore, qualificando ulteriormente imprese e settore. Insomma da oggi abbiamo tutte le condizioni per aumentare tutele e diritti dei lavoratori, far crescere la qualità e l’innovazione in un settore strategico per la ripresa e la riconversione ecologica”, conclude Genovesi. 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.