(Adnkronos) - "L'economia che non uccide non solo può far uscire dalla crisi ma è l'economia del futuro, l’economia del cuore, quella appunto che fa vivere e non uccide. Non è quella che esclude e non include che
"Importante - spiega all'Adnkronos/Labitalia don Giannotti - è muoversi verso un'economia inclusiva che si articola nella collaborazione, in un'accoglienza emancipante. Come il modello Caserta che vede una collaborazione tra rifugiati ed autoctoni per migliorare il territorio e le proprie condizioni. Questa è la differenza tra integrazione e inclusione. Secondo Papa Francesco, la cupidigia di alcuni, troppo presi dal godere di tutto ciò che il mondo offre, genera, inevitabilmente, forme di ingiustizia e di esclusione di altri dal godimento di quegli stessi beni; forme di esclusione che possono anche degenerare in violenza. In questi casi occorre addivenire ad un 'patto sociale realistico e inclusivo' che poggi su di una solida base culturale e direttamente ponga un fermo alla speculazione, che crei lavoro, vera priorità rispetto al miglioramento dei sistemi di produzione".
"Il lavoro - sottolinea - non andrebbe considerato come una semplice variabile dipendente dei meccanismi finanziari e monetari, bensì elemento fondante della società, per cui è urgente rimuovere le cause strutturali che lasciano indietro tanti fratelli. La questione non si risolve con assistenzialismo ed elemosine, perché queste non bastano a rimuovere la povertà e l'inequità. I piani assistenziali sono soluzioni provvisorie per arginare l’emergenza, ma, dopo l’intervento di urgenza, si deve andare oltre, si deve guardare lontano".
Don Giannotti riprendendo i concetti di politica di Papa Francesco afferma che "la politica animata dalla carità è una buona politica, sia sociale che economica. Stiamo parlando di una sana politica, capace di riformare le istituzioni, coordinarle e dotarle di buone pratiche, che permettano di superare pressioni e inerzie viziose. In altri termini, il Papa postula una politica che si muova su grandi principi Vanno quindi affrontate e risolte le cause strutturali della povertà e dell’iniquità, vanno superati i piani assistenziali che sono soluzioni provvisorie. Va creata un’economia nuova ed onesta, inclusiva, con l’aiuto di una politica buona, di istituzioni pubbliche riformate. Non basta, per quanto meritoria e imprescindibile, l’azione delle Caritas diocesane. Infatti, non si tratta solo di dare da mangiare, ma di mettere la gente in condizione di portare il pane a casa, di guadagnarlo e di vivere con dignità".
"Quindi - sottolinea - abbiamo il primato della politica sull'economia dove la politica è una politica economico-sociale che persegue un'amicizia sociale perché è illuminata dall'amore; dove questo amore non è sentimentalismo, ma la consapevolezza di quanto vale un essere umano. Un altro principio è la riforma finanziaria di stampo etico. Papa Francesco lancia un altro secco no alla nuova idolatria del denaro e fa notare la grande forbice che si rileva evidente nella distribuzione della ricchezza tra paesi ricchi e paesi poveri; forbice aggravata dalla corruzione strisciante che altera il valore di ogni cosa e dall’evasione fiscale segno di profondo egoismo".
"Una riforma finanziaria - auspica don Giannotti - che facesse riferimento all’etica porrebbe fine a comportamenti contrari al dovere di solidarietà verso chi è nel bisogno, farebbe guardare lontano e affrontare le sfide complesse che, nel mondo, pongono a rischio la stessa sopravvivenza sul pianeta".
"Dobbiamo convincerci - fa notare don Giannotti - che questa è la vera economia e che ognuno deve fare la sua parte, come dice Madre Teresa 'l'oceano è fatto di gocce' e che quello di Papa Francesco non è un sogno perché sappiamo che ci sono almeno 432mila aziende italiane, ad esempio, che operano secondo la logica della green economy, governano la produzione tenendo sotto controllo l'impatto che generano sull'ambiente e scelgono fonti energetiche tese a diminuire l'emissione di CO2. Sono così nate nuove figure professionali come l'ingegnere energetico strettamente collegato a questa visione etica dell'economia, del fare impresa".
"Ecco come nasce il libro - spiega - che non ha nessuna pretesa scientifica, ma vuole essere uno strumento pastorale sposando il progetto di Papa Francesco che ci auguriamo di poter diffondere. L’economia di Francesco è un modello spirituale di comportamento in cui mezzi e strumenti sono impegnati con scienza e coscienza a promuovere la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale, per aumentare i posti di lavoro, contrastare il concentramento della ricchezza nelle mani di pochi, per eliminare la speculazione finanziaria".
"Quella di Francesco - ribadisce don Antonello Giannotti - è l’economia del futuro e della speranza. Allora ben vengano i movimenti come Fridays for future e The economy of Francesco che dal basso sollecitano le coscienze di ciascuno e quelle dei decisori politici ad assumere una volta per tutte la veste del Buon Samaritano che, non solo arriva 'all'ora giusta' e allevia le ferite, ma arriva 'nell'ora prima' per prevenire i possibili eventi negativi".
