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Scienza & Salute: tutte le bontà del fico

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Un patrimonio della nostra terra e una ricchezza per tutte le tavole. Oggi parliamo del fico, una prelibatezza assoluta che rappresenta una punta di eccellenza nelle buone prassi agricole. Il Gusto della Salute, la rubrica scientifica coordinata dall'immunologo Mauro Minelli responsabile per il Sud della Fondazione per la Medicina Personalizzata, fa tappa a Prignano Cilento in provincia di Salerno, roccaforte della coltivazione del fico dottato, frutto a buccia bianca, di piccole dimensioni, dal gusto raffinato e dalle preziose proprietà nutritive.  

In verità il fico, pochi lo sanno, è più un fiore che un frutto e si presta ad innumerevoli e sapienti lavorazioni. "Si tratta di un prodotto coltivato e trasformato in maniera tradizionale fin dal 1930, con un lavoro fatto a mano, senza conservanti che rende protagonista assoluto una varietà di fico dal colore chiaro, dorato e che si presta all'essiccazione", spiega Antonio Longo dell'azienda Santomiele.  

I fichi vengono essiccati al sole e al vento come si faceva secoli fa nell'antica Grecia. Oggi il fico con particolari tecniche di lavorazione può diventare un cioccolatino o un croccante. "Questo prodotto viene consumato fin dall'alba dell'uomo - ricorda la biologa nutrizionista Dominga Maio – ed è ottimo non solo per il palato, contenendo fibre e proprietà antiossidanti. Tra l’altro, prendendo in considerazione i fichi freschi, va sfatata con fermezza l’idea che possa trattarsi di cibi ipercalorici. In realtà lo stesso corredo di nutrienti lo si ritrova tal quale nel fico essiccato, solo che in quest’ultimo, essendo evidentemente ridotto il contenuto d’acqua, zuccheri e fibre risultano essere più concentrati e quindi potenzialmente più in grado di nuocere per un apporto di calorie decisamente aumentato; sarà, pertanto, il caso di consumare il frutto essiccato con ragionata consapevolezza". 

Ma il fico, al pari di tanti altri alimenti presenta anche delle controindicazioni. Da specialista in allergologia e immunologia clinica, Mauro Minelli rileva le particolari caratteristiche del frutto per chi, allergico alle moracee o ai pollini di betulla, "potrebbe avere una reazione allergica crociata mangiando fichi". Anche il lattice naturale contenuto nel fico "può essere un'insidia per i soggetti con documentata sensibilità sul punto - osserva Minelli - Occhi aperti per chi soffre di diabete, soprattutto nel prodotto essiccato. Infine il fico contiene grandissime quantità di fibre che spiegano il suo ben noto effetto lassativo, sicché i soggetti affetti da colon irritabile o da disbiosi di tipo fermentativo devono stare molto attenti alle quantità, almeno fino a quando il problema non sarà risolto con cure 'ad hoc'. Per il resto - conclude l'immunologo - gustare questo 'fior di frutto' non può che giovare". 

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