Bio Medical Report: 'Deltacron. Come riorientarsi tra poche certezze e nuove incognite'
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Bio Medical Report: 'Deltacron. Come riorientarsi tra poche certezze e nuove incognite'

Video News
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Nello schizofrenico percorso della Covid, simbolicamente segnato dalle prime 12 lettere dell’alfabeto greco (per la verità sarebbero 14, ma “ni” e “xi” non sono state utilizzate per motivi tattici), l'irruzione di Omicron e la velocità della sua propagazione hanno rappresentano un punto di svolta anche e soprattutto rispetto alle fasi precedenti della comunicazione mediatica della pandemia. 

A complicare ulteriormente il quadro, già di per sé problematico, da qualche ore si è aggiunto l’ibrido “Deltacron”, individuato a Cipro, nel quale sembrano condensarsi, proprio come nel nome che si è voluto dare a questa nuova entità, caratteristiche delle due varianti ultime in ordine di tempo: la Omicron che avanza senza freni e la Delta che ancora resiste. 

Di fatto “due infezioni parallele” causate dallo stesso virus (che oramai assomiglia sempre più ad una piovra dai mille tentacoli), che a Cipro sembrano essersi incontrate e fuse l’una nell’altra. E pensare che solo ieri ci chiedevamo se il recente aumento di ospedalizzazioni degli ultimi giorni andasse riferito ad Omicron, o non invece, considerando che in Italia un’alta percentuale di infezioni Covid è ancora da imputare alla variante Delta, fosse sempre quest’ultima ad incidere pesantemente sulla perdurante criticità della pandemia. Anche perché questo spiegherebbe il motivo della crescita del numero dei malati bisognosi di assistenza ospedaliera, nella gran parte, purtroppo, non vaccinati. 

Ora la scoperta dei ciprioti sembra ricondurre tutto in uno, riaccendendo in un colpo solo angosce, dubbi, timori tutt'altro che immotivati. E ritornano antichi moniti che, pure in passato, mi ero permesso di formulare ricordando quanto la sorveglianza genomica, attraverso il sequenziamento delle varianti in circolazione, potesse servire tanto ai fini del monitoraggio delle varianti emergenti di SARS CoV-2, quanto ai fini del precoce inquadramento diagnostico di un’eventuale nuova infezione. Monito evidentemente rimasto inascoltato se si pensa che il nostro Paese, nell’identificazione del corredo genetico del SARS-CoV-2 a partire dai tamponi positivi, è il fanalino di coda dell’Europa occidentale. 

Verte su questi punti cruciali la prossima puntata di #BiomedicalReport, il programma scientifico curato dall’immunologo Mauro Minelli, referente per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata.  

Con Minelli, saranno in trasmissione alle ore 15 del prossimo 14 gennaio, Il farmacologo Silvio Garattini e Graziano Pesole Ordinario di Biologia Molecolare presso l’Università di Bari. 

BioMedical Report è un evento diffuso sui canali social Facebook e YouTube anche dal gruppo ADNKronos e si svolge sotto l’egida della Fondazione per la Medicina Personalizzata. 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti potrebbero interessare anche:
article-top-ads-ct-cca-002