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Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo

Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo

Politica
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Gentiloni ricevuto al Quirinale dopo l'incontro in cui ha tracciato il bilancio della legislatura

Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo
Mattarella scioglie le Camere. Il Cdm, si voterà il 4 marzo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, che è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di indizione della data delle elezioni il 4 marzo, a seguito dello scioglimento delle Camere. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni porterà ora il decreto al Colle per la controfirma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Sono convocate per il 23 marzo le Camere per la prima seduta dopo lo elezioni. La seduta servirà a eleggere i rispettivi presidenti.

 Gentiloni: 'Il Paese si è rimesso in moto, continueremo a governare' -"La verità è che l'Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopoguerra". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno, in cui ha tracciato un bilancio della legislatura. "Il governo non tira remi in barca, governerà - ha aggiunto il premier -. Ora ci affidiamo a Mattarella, grazie per il ruolo garante".

"Naturalmente - ha ancora spiegato - oltre a svolgere il mio ruolo fondamentale di presidente del Consiglio sia pure in un contesto di campagna elettorale e di camere sciolte, darò il mio contributo alla campagna elettorale del Pd".

Un Bis dopo le elezioni, larghe intese con me ancora premier? "Qualsiasi cosa dica in risposta a questa domanda credo che sarebbe usata contro di me..." - ha detto Paolo Gentiloni - "Governerò fino alle elezioni, dove mi auguro che la mia parte politica prevalga per poi avere un esecutivo con determinate caratteristiche, sicuramente dobbiamo farci carico della gestione della situazione per evitare instabilità.

"Sognerei altre panchine": questa la risposta di Gentiloni, alla domanda sul suo futuro dopo la fine della legislatura.

Conferenza stampa di fine anno del Presidente Gentiloni (YouTube)

"Dovevamo evitare interruzioni brusche e traumatiche in un momento molto delicato per l'economia italiana e per la nostra società che stava leccandosi le ferite, stava e riprendendo fiato ed in alcune regioni stava rimettendosi a correre - ha aggiunto il premier -. Sarebbe stato grave, devastante arrivare a interruzioni traumatiche ed esercizi provvisori. Non dilapidare gli sforzi fatti fino ad ora deve essere il primo impegno della prossima legislatura, sarebbe da irresponsabili non impegnarsi. Siamo all'inizio di questo percorso. C'è molta strada da fare. Guai a immaginare un futuro di piccolo cabotaggio. Il mio governo era nato un anno fa dopo la sconfitta del referendum, le dimissioni di Renzi e con le difficoltà del Pd, ma non abbiamo tirato a campare".

La crescita italiana nell'anno passato "ha preso un buon ritmo" e oggi viaggia "al doppio delle previsioni di un anno fa". E "il famoso fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi".

"Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro perduti, in maggioranza a tempo indeterminato", ha detto Gentiloni, aggiungendo: "C'è poco da rallegrarsi, basti pensare ai giovani, al Sud, al tasso di occupazione generale ancora bassissimo, alle donne, al precariato. Tutto questo ci dice quanto bisogna insistere e quanto ci sia poco da scherzare nei prossimi anni".

Sullo Ius Soli, Gentiloni ha detto: "Il modo migliore per archiviare lo Ius soli per molti anni sarebbe stato quello di farlo bocciare. Sono convintissimo dell'importanza di questa norma, e sappiamo che il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere e di non respingere, perché chi semina esclusione e respinge raccoglie odio. Ma non abbiamo avuto i numeri, non ci siamo riusciti. Vi assicuro che da parte del governo non ci sono mai state incertezze, purtroppo c'era la certezza sulla mancanza dei numeri".

Nel suo discorso, il presidente del Consiglio è anche intervenuto sul tema delle banche. "Nel fronteggiare la crisi delle banche il governo ha evitato le conseguenze di una crisi di sistema, altro che regalare soldi ai mariuoli", ha detto rivendicando il successo dell'Italia nel negoziare con l'Ue le condizioni per i salvataggi, aggiungendo: "Vigileremo perché il risanamento prosegua con ritmo necessario ma evitiamo crisi create da regole improvvisate". Gentiloni ha poi aggiunto: "Ho insistito perchè Boschi restasse. Rispetto esiti commissione banche, un sollievo la fine".

"Quello dei diritti è un capitolo incompiuto ma storico - ha aggiunto il premier - "l'anno scorso le unioni civili, quest'anno il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne, il biotestamento. Da 16 anni ne sentivo parlare e sono contento di aver fatto parte dei governi che li hanno approvati", ha concluso.

Per Gentiloni, "non c'è dubbio che in Italia abbiamo una sinistra di governo, e credo che possa svolgere un ruolo al servizio di questo Paese anche in futuro, poi daranno i numeri a decidere in che misura ciò possa accadere". In questa conferenza "penso di aver esattamente dato questo messaggio, penso che sia un messaggio condiviso dal Pd", ha proseguito.

"Quest'anno, oltre che di fine anno, questa conferenza ha anche un significato particolare - ha spiegato Gentiloni -, io posso dire innanzitutto che ritengo importante aver raggiunto un obiettivo importante di questo governo, quello di arrivare ad una conclusione ordinata della legislatura".

La 17esima legislatura giunge al termine: il premier salirà al Quirinale da Mattarella. Sentiti anche Grasso e Boldrini, il capo dello Stato dovrebbe dare il via allo scioglimento delle Camere. Proseguono però gli appelli per l'approvazione dello ius soli. In programma oggi un Cdm su missione in Niger e intercettazioni.

Red
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