Addio alla Governatrice Jole Santelli
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Addio alla Governatrice Jole Santelli

Addio alla Governatrice Jole Santelli

Politica
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Quest'oggi la Calabria si è svegliata con una triste notizia. Nella notte si è spenta la Governatrice Jole Santelli per un infarto.

Lettera di addio alla Governatrice Iole Santelli
Addio alla Governatrice Jole Santelli

 

Malata di cancro da tempo, ha combattuto severamente contro il male, sapendo dall'inizio che molto probabilmente non ce l'avrebbe fatta. Nonostante ciò, si è lanciata nella corsa politica nella sua terra, la Calabria, che ha sempre difeso e portato nel cuore con onore, anche nel periodo romano della sua non lunghissima vita.

Si è spenta a cinquantuno anni e dove avrebbe voluto, nel suo letto di casa a Cosenza. Grata alla vita e sempre sorridente, ha saputo intenerire anche quanti la temevano per le sue idee reazionarie, da bravo avvocato ligio alla legge, che vedevano nella malavita e nell'amore distorto per le tradizioni il limite e il vero cancro della Calabria.

“Io non ho paura e non mi arrendo"

al punto da assumere posizioni alquanto critiche e determinate anche verso i decreti di un Conte che ha trascurato la Calabria, e continua a farlo, insieme a tutto il Sud.

Era una combattente la Santelli, e ancor più una brigantessa nel senso più nobile di questa parola. Attaccata alle radici dei luoghi a cui lei ha saputo rapportarsi salvaguardandone il legame sacro. Lavorando in bene, affinché la Calabria si riscoprisse da sola e richiamasse un turismo intelligente e significativo, cosa per cui tutti le saremo grati. Inclusi gli avversari onesti e quelli codardi che dall'inizio della gara alle Regionali hanno mirato a colpirla sulla sua vulnerabilità fisica, perché sapevano che avrebbe vinto. Più che di vittoria, si è trattato di un vero e proprio trionfo che molti hanno giustamente inteso come un riscatto della Calabria, quella vera ma tanto nuova per tanti non solo Calabresi, ma anche settentrionali che vedevano questa nobile regione, una terra di cui vergognarsi.

Non era razzista la Santelli. Aveva capito cose che altri rifiutano di cogliere per non rinunciare ai lauti guadagni che si nascondono dietro i giri perversi dell’immigrazione.

È morta nella sua terra e almeno in questo è stata esaudita. L'augurio è che chi le succederà, la mantenga viva nel cuore e lavori ottemperando agli impegni intrapresi sul sentiero tracciato da lei.

La ricorderemo tutti come la "signora" dei nostri boschi e dei nostri azzurri unici di cielo e mare. Soprattutto, per averci dimostrato che chi combatte in nome della bellezza della sua patria, lo fa disinteressatamente, e che si vince anche solo per questo.

Che Dio l'accolga nella Sua Luce e illumini chi le succederà dopo le prossime elezioni. Il nostro augurio è che non subentri un irriverente che renda vano il suo operato.

Dio vigili sulle nostre anime e protegga la Calabria ora e sempre.

Ippolita Sicoli e la Redazione tutta del 'il Centro Tirreno'

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