Governo, Letta: "Partiti usino tregua Draghi per fare riforme" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Mer, Ott

Governo, Letta: "Partiti usino tregua Draghi per fare riforme"

Politica
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“La fiducia nei confronti della politica è ai livelli più bassi della serie storica. I dati dello studio del centro di ricerche politiche di Sciences Po (l'Istituto di studi politici di Parigi) rappresentano una catastrofe di credibilità. La parola italiana che traduce il sentimento prevalente dei cittadini è ‘schifo’”.

Lo dice a Repubblica Enrico Letta, che ammette di “sentire il clima che dà per scontato che il governo Draghi metterà in letargo le riforme politiche. Ma sarebbe l’errore finale. Il Covid ha dato l’ultimo colpo alla credibilità dei partiti. Questo non è il momento di ibernare in freezer i problemi irrisolti perché, quando si scongeleranno, sarà ancora più difficile affrontarli. Si usi questa fase straordinaria, la tregua garantita dal governo Draghi, per fare quelle riforme che rimodellino e ripuliscano la politica”.  

“Non sono il solo a vedere un parallelo tra il governo Ciampi e quello Draghi - prosegue l’ex premier - Ebbene, nel 1993 fu fatta la riforma elettorale del Mattarellum, firmata dall’attuale capo dello Stato, e ci si riuscì perché non si aveva idea di chi ne avrebbe tratto vantaggio. Il disastro delle due successive leggi, il Porcellum e il Rosatellum, è che sono nate entrambe con l’idea di produrre un vantaggio per chi le varava. Ora ci sono le condizioni per fare come con Ciampi. Non basta una legge elettorale per ridare smalto ai partiti, ma il fondo è già toccato. Non rimane più nulla da distruggere. Il grande rischio, se si torna al voto con questo sistema e in più la riduzione dei parlamentari, è che nelle prossime Camere entrino quasi solo deputati e senatori uscenti. Non ci sarà il ricambio necessario e il sistema diventerà una pentola a pressione”.  

"Il tema da affrontare è il trasformismo parlamentare - dice ancora Letta - Non si può più assistere a questo fenomeno come se fosse un dato acquisito. Il trasformismo portato alle estreme conseguenze non ha più a che vedere con i casi di coscienza, è mercimonio. Il Parlamento è diventato un suk in cui i confini non esistono più. Basta con il politicamente corretto. Viviamo in un sistema in cui i regolamenti parlamentari incentivano le scelte antidemocratiche e i cambi di casacca. Si segua il modello dell’Europarlamento che favorisce la stabilità dei gruppi. Il gruppo misto deve essere un purgatorio da cui scappare, non un paradiso cui aspirare. In Parlamento ci sono gruppi di transfughi così come forze politiche create senza passare dal voto. Questo è il momento della generosità, nell’interesse dei partiti stessi, che hanno solo da guadagnare se ritrovano la propria reputazione. Non mi pare che ci sia qualcuno che possa festeggiare in questa situazione”.  

Quanto a Salvini che ha detto che di riforme istituzionali ed elettorali non si parla, “sarebbe un errore - afferma Letta - Anche perché ora i leader possono farle senza doversi giustificare agli occhi dei propri elettori. Salvini e Zingaretti hanno potuto incontrarsi di recente, senza che la cosa destasse scandalo, proprio perché c’è il governo Draghi. Un’opportunità da sfruttare per tutti. Se è pensabile che Draghi si occupi solo di pandemia e Recovery? Draghi ha già dei compiti da far tremare i polsi. Nel suo discorso di insediamento ha detto chiaramente che di questi temi deve occuparsi il Parlamento. E mi è sembrato un grande segno di rispetto. Anche il capo dello Stato, nel suo discorso di fine anno, ha chiesto ai partiti di darsi una mossa”.  

"Ci sono ancora due grandi ostacoli, la doppia p: pandemia e pubblica amministrazione - sottolinea Letta - Bisogna gestire bene questa fase per evitare che una nuova impennata dei contagi ritardi il ritorno alla normalità e spianare le difficoltà nella messa a terra dei progetti, a cominciare dal rapporto Stato-Regioni. La nostra fortuna è avere a Bruxelles Paolo Gentiloni a indicare la rotta. Abbiamo sulle spalle non solo il successo nostro ma dell’intera Ue, perché noi e gli spagnoli valiamo da soli la metà dei soldi stanziati per il Recovery. Bisogna puntare a rendere strutturale la filosofia del Next Generation Eu. Se falliremo, resterà una parentesi. Se riusciremo, ci sarà il salto nell’Europa sociale e della solidarietà. Nel 2023 il Patto deve tornare in una nuova veste che metta allo stesso livello criteri finanziari e criteri di sostenibilità, nella doppia accezione verde e sociale. Anche questo dipende da noi”.  

Quanto alla produzione di vaccini, Letta dice che “sicuramente c’è stata una sottovalutazione, ma non mi sento di dare la croce addosso alla Commissione che, in tema Covid, su dieci cose ne ha fatte nove buone. È vero che la Gran Bretagna si è attrezzata meglio, ma il vantaggio non deriva dall’essere fuori dalla Ue bensì dalla sua potenza nel campo della ricerca e dell’industria farmaceutica. Su questo hanno fatto meglio, in altri momenti della pandemia abbiamo fatto meglio noi”.