M5S, vertice a Roma con Grillo e Conte - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
19
Dom, Set

M5S, vertice a Roma con Grillo e Conte

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

 

Terminato il vertice M5S per riscrivere la struttura del Movimento. La location riservatissima alla fine era la più scontata: l'hotel Forum di Roma, 'seconda casa' di Beppe Grillo nei suoi blitz capitolini, anche per via dell'antico legame di amicizia con il proprietario della struttura.

Presenti al summit Grillo e l'ex premier Giuseppe Conte, giunti nell'albergo in mattinata. Alla riunione anche diversi big del Movimento, tra questi Vito Crimi, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro, Paola Taverna, Carlo Sibilia. Assente invece Davide Casaleggio, impegnato nella sesta tappa del tour 'La base incontra Rousseau'. 

La riunione si è svolta nella terrazza dell'ultimo piano, con vista mozzafiato sui Fori Imperiali. Grillo è arrivato con un casco sul capo, un casco bianco con la visiera 'anti-Covid' scesa davanti al volto, in stile astronauta. Conte invece è arrivato con la sua scorta, ma ha percorso a piedi l'ultimo tratto, affiancato dall'ex capo scorta che lavora ancora al suo servizio. 

Un capo unico, sulla falsariga del ruolo esercitato da Luigi Di Maio prima e Vito Crimi poi, nei panni del reggente. Sarebbe questo, a quanto apprende l'Adnkronos, il ruolo che Beppe Grillo vorrebbe affidare a Conte. Con un mandato a termine, da poi rimettere al voto della base. Nel summit in corso alcuni avrebbero sollevato la necessità di affiancare al ruolo politico uno o due vice, per non centralizzare troppo il 'potere' nella mani di un'unica persona. Non solo.  

Altri, tra questi Crimi, avrebbero sottolineato la necessità di non ignorare il voto della base, che ha indicato la strada di una 'governance' a 5 al posto del capo politico, votando la modifica dello statuto in tal senso. Uno dei possibili compromessi potrebbe essere quello di trasformare il cosiddetto comitato direttivo in una sorta di 'segreteria politica', da affiancare a Conte, ammesso che l'ex premier decida di intestarsi la guida del Movimento. Ma il timore di Grillo, raccontano alcuni beninformati, è che Conte finisca per uscirne 'depotenziato', e il Movimento con lui. Non è possibile, la riflessione che avrebbe fatto il garante ai suoi, che in ogni snodo complicato debba tornare in pista lui in prima persona. 

Terminato il summit, restano all’interno dell’albergo il ministro Luigi Di Maio, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro.  

A quanto apprende l’Adnkronos, nel tardo pomeriggio di oggi il comitato di garanzia del M5S -composto da Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri- farà il punto per decidere eventuali modifiche da apportare allo statuto del Movimento, modifiche che, spiegano autorevoli fonti, saranno rapidissime nel caso in cui Giuseppe Conte avesse accettato di intestarsi la guida del Movimento.