Premio Cossiga: l'ammiraglio Martini e l'ex presidente, due modelli dell’intelligence repubblicana
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Premio Cossiga: l'ammiraglio Martini e l'ex presidente, due modelli dell’intelligence repubblicana

Politica
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(Adnkronos) - Si svolgerà martedì 17 febbraio 2026, dalle 10 alle 13, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la cerimonia di conferimento della sesta edizione del Premio Francesco Cossiga per l’Intelligence, promosso dalla Socint, la Società italiana di intelligence. Saranno protagoniste

due figure che, pur operando su piani differenti, hanno contribuito in modo decisivo alla costruzione della sicurezza nazionale: l’Ammiraglio Fulvio Martini, direttore del Sismi e interprete di una cultura operativa raffinata e autonoma, e Francesco Cossiga, Presidente della Repubblica e architetto di una visione istituzionale dell’Intelligence come strumento di indirizzo strategico e garanzia democratica. Ulisse e Cesare: due archetipi che raccontano, insieme, la complessità dell’Intelligence italiana. 

Secondo la Socint, il riconoscimento non ha una finalità meramente celebrativa, ma intende offrire una chiave di lettura sul significato dell’intelligence come funzione strategica dello Stato e come servizio pubblico chiamato ad agire con competenza, discrezione e responsabilità democratica. Martini e Cossiga rappresentano due modalità complementari di questa funzione: l’una radicata nella dimensione operativa e analitica, l’altra nella costruzione istituzionale e nel rapporto con la politica. 

Fulvio Martini, alla guida del Sismi, viene indicato come interprete di un’intelligence fondata sull’osservazione, sull’anticipazione degli eventi e sulla capacità di leggere i mutamenti geopolitici prima che diventino crisi manifeste. La Socint ne sottolinea l’autonomia professionale, la fermezza etica e la coerenza tra azione operativa e rispetto delle istituzioni democratiche. 

Francesco Cossiga, invece, è ricordato come una delle figure politiche che più hanno riflettuto sul ruolo dei Servizi nella Repubblica. Dalle riforme dell’intelligence alla gestione delle grandi crisi della storia italiana, la sua azione viene interpretata come il tentativo di integrare sicurezza, indirizzo politico e controllo democratico, trasferendo la consapevolezza strategica dal circuito dei Servizi alla sfera istituzionale. 

La mattinata sarà aperta dall’intervento del presidente della Commissione cultura della Camera, Federico Mollicone. Seguiranno i saluti del presidente della Socint, Mario Caligiuri, e di Giuseppe Cossiga. Interverranno il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, e il direttore del Dis, Vittorio Rizzi. La relazione conclusiva sarà affidata a Gianni Letta. A coordinare i lavori sarà Giorgio Rutelli, vicedirettore dell'Adnkronos. 

Attraverso il Premio Cossiga, la Socint intende ribadire che l’intelligence non è tecnicismo né esercizio di potere, ma una funzione essenziale dello Stato, chiamata a operare come bussola morale e strumento di orientamento strategico in un contesto internazionale segnato da incertezza, interconnessione e nuove forme di conflittualità. 

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