"Senza consenso è stupro", presidio davanti al Senato contro ddl Bongiorno
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"Senza consenso è stupro", presidio davanti al Senato contro ddl Bongiorno

Politica
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(Adnkronos) - Presidio a Roma contro il ddl Bongiorno. Con striscioni e lo slogan "Senza consenso è stupro", diverse associazioni femministe (tra cui la Casa internazionale delle Donne, Non Una di Meno e Differenza Donna) sono tornate, questo pomeriggio, a manifestare davanti al Senato contro un provvedimento che le attiviste

definiscono "un arretramento grave nella tutela dei diritti delle donne e nel contrasto alla violenza maschile". Il provvedimento, sottolineano, "introduce un cambiamento profondo e pericoloso nella definizione giuridica della violenza sessuale: si abbandona il riferimento all’assenza di un consenso libero e attuale per spostare il baricentro sulla dimostrazione della 'volontà contraria'". Si tratta, spiega Differenza Donna, "di una scelta che rischia di riportare il processo penale dentro logiche già ampiamente criticate, in cui il comportamento della persona offesa viene sottoposto a scrutinio: si indagherà sulle sue reazioni, sulla sua storia personale, sulla sua credibilità. Si chiederà perché non ha reagito, perché non si è opposta 'abbastanza', perché non ha detto no in modo riconoscibile. Questo impianto normativo non rafforza la tutela, ma la indebolisce. Produce un effetto chiaro: sposta il fuoco dalla condotta di chi agisce violenza alla condotta di chi la subisce". 

Differenza Donna denuncia con forza questo arretramento, che espone a un "rischio concreto di vittimizzazione secondaria e si pone in contrasto con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia, a partire dalla Convenzione di Istanbul e dalle raccomandazioni del Comitato Cedaw. La violenza sessuale non può essere ridefinita attraverso il filtro del dissenso. Il silenzio non è consenso. La paura non è consenso. L’immobilità non è consenso. Solo un consenso libero, esplicito e attuale può fondare una relazione sessuale". Per queste ragioni, Differenza Donna è in mobilitazione permanente e chiede il ritiro immediato del disegno di legge. "Nessuna mediazione sui nostri corpi. Senza consenso è stupro". 

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