Silvia Salis e quel 'Futuro democratico' registrato nel 2023: "Vecchia idea per un'associazione"
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Silvia Salis e quel 'Futuro democratico' registrato nel 2023: "Vecchia idea per un'associazione"

Politica
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(Adnkronos) - Il futuro di Silvia Salis sarà "democratico"? C’è un filo sottile che lega un deposito formale negli archivi dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, datato 3 gennaio 2023, all’onda lunga di attenzione mediatica che oggi circonda la prima cittadina di Genova. Un filo che attraversa il capoluogo

ligure, dove Salis - da candidata indipendente - è stata eletta sindaca il 29 maggio 2025 con il sostegno del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, e si proietta fino ai palcoscenici internazionali, con testate come Bloomberg e The Guardian che l’hanno già indicata come possibile “anti-Giorgia Meloni”. Un filo reso ancora più visibile negli ultimi giorni, quando, ospite di Che Tempo Che Fa, l’ex atleta ha aperto - con cautela ma senza ambiguità - alla prospettiva di una futura leadership nazionale, pur ribadendo che la priorità resta la sua città. Eppure, per comprendere davvero la traiettoria della Salis, bisogna tornare indietro di tre anni, a quel marchio dal nome oggi quasi programmatico: “Futuro democratico”. 

Secondo una ricerca effettuata dall’Adnkronos, il marchio viene depositato come “figurativo” nel 2023 e registrato nel luglio 2024, con titolarità attribuita alla stessa Salis. Le classi merceologiche spaziano dalla comunicazione alla formazione, dall’organizzazione di eventi ai servizi mediatici e relazionali: un perimetro ampio, quasi da 'piattaforma'. Il logo richiama esplicitamente l’immaginario dei simboli di partito: una scritta bianca, inclinata, inscritta in un cerchio dominato da verde, bianco e rosso - i colori del tricolore - a suggerire un’impronta nazionale. Un dominio web (futurodemocratico.it) risulta addirittura registrato nell'ottobre 2022, sempre a nome di Salis. 

All’epoca Salis è vicepresidente vicaria del Coni: il salto nella politica non è ancora avvenuto e il suo resta prevalentemente un profilo sportivo. Eppure, quel deposito lascia già intravedere un'ambizione dell’astro nascente del centrosinistra italiano. Fonti del suo entourage, interpellate dall’Adnkronos, ridimensionano: una vecchia idea per un’associazione o fondazione, poi archiviata. Ma quel nome resta inciso nei registri come qualcosa di più di un’intuizione: quasi una scelta di campo. E, col senno di poi, il primo indizio di una traiettoria. Dalla pedana del martello - disciplina in cui Salis ha costruito la sua carriera - ai corridoi della politica, il salto non è stato certo improvviso. (di Antonio Atte)  

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