Responsabilità civile delle toghe? L'ex vice-presidente del Csm Mirabelli: "No a rimpalli reattivi su onda Garlasco"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
30
Sab, Mag

Abbiamo 2546 visitatori e nessun utente online

Responsabilità civile delle toghe? L'ex vice-presidente del Csm Mirabelli: "No a rimpalli reattivi su onda Garlasco"

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Prevedere la responsabilità del magistrato ma anche garantire la sua indipendenza ed insensibilità a pressioni derivanti da minacce di azioni nei suoi confronti innescate da poteri forti che potrebbero influenzarne la decisione". E' il cardine di qualunque intervento normativo volto a riformare ancora la

responsabilità civile delle toghe "con la consapevolezza che la possibilità di un errore in un giudizio c'è sempre e che l'insoddisfazione della parte soccombente in un procedimento civile o condannata in uno penale potrebbe determinare un'azione verso il giudice che ha deciso la controversia". Così il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli, già vice-presidente del Csm, commenta l'annuncio di Enrico Costa, capogruppo azzurro a Montecitorio, di una proposta di legge destinata ad essere discussa nei prossimi giorni con il ministro della Giustizia Carlo Nordio e le forze di maggioranza.  

Mirabelli evidenzia che sul fronte civile in particolare le questioni in ballo sono di "carattere economico molto rilevante. La soluzione legislativa trovata a seguito del precedente referendum (legge Vassalli - ndr) di una responsabilità diretta dello stato rispetto al cittadino che si ritiene erroneamente danneggiato e indirettamente nei confronti del magistrato (che se in un collegio è dissenziente dall'opinione prevalente, può far collocare in busta chiusa l'espressione del proprio dissenso rispetto alla posizione adottata), secondo alcuni non è efficace perché con una assicurazione un magistrato si garantisce senza grande onere. Ma lo stesso vale per gli avvocati, i notai e chiunque svolga attività a rischio di tipo intellettuale, quindi con margine di errore. E nella negligenza l'errore macroscopico è gia oggetto di sanzione disciplinare".  

 

Le norme in vigore quindi sono già esaustive? "La responsabilità del magistrato non è rimedio da considerare risolvente per quelli che possono essere errori nel giudicare, che possono essere sempre presenti. Le sentenze sono tutte motivate e tutte impugnabili. Nella situazione attuale ciò che colpisce le opinioni pubbliche alimentate da processi mediatici sono i processi e i lunghissimi tempi con questioni che si riaprono con altri imputati. Ma questo procedimento individua l'errore, non necessariamente la responsabilità per dolo o colpa grave del magistrato". "La responsabilità civile dei magistrati -è quindi materia da trattare con grande attenzione, cautela e riflessione in una discussione parlamentare ampia e valutando tutti gli elementi": "Sì a colpire gli errori macroscopici o le negligenze evidenti, ma no ad incidere sul giudizio che è sempre opinabile", ammonisce l'ex presidente del Csm. "Come nel penale dove molti procedimenti sono indiziari. Gli indizi devono essere gravi, numerosi, precisi e concordanti; la ponderazione dei diversi elementi deve essere fatta con ragionevolezza ma è sempre opinabile nei risultati. Sebbene il peso da dare alle circostanze di fatto richieda una motivazione logica, è sempre opinabile".  

Analogie con il caso Garlasco? "La nuova accusa, nel caso Garlasco, ritiene che sia stata dolosamente e per corruzione archiviata una posizione e che non siano state sviluppate le indagini. Qui siamo su tutt'altro versante rispetto all'errore giudiziario e alla responabilità civile del magistrato", risponde. Quindi l'intervento proposto è inutile? "Mi pare che non ci si dedichi abbastanza e in modo sistematico alle cose più strutturali e meno enfatizzate sull'opinione pubblica. Queste iniziative legislative sembrano risposte di rimpallo al dibattito pubblico e mediatico. Non escludo che ci possano essere interventi ma che non siano reattivi, piuttosto studiati con attenzione e ponderazione per garantire l'indipendenza nel giudizio delle toghe", conclude Mirabelli. (di Roberta Lanzara)  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.