(Adnkronos) - L'Italia "non è la Repubblica delle banane, qui si rispettano le regole". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa così, oggi 10 giugno, nel suo intervento all'assemblea generale di Confcommercio. "Sono, credo, dieci anni che un presidente del consiglio non partecipa a una assemblea di
Confcommercio e credo che questa assenza non renda onore e giustizia al peso della vostra associazione'', ha detto definendo Confcommercio ''una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e più dinamici dell'economia della nostra nazione''.
Sarebbe ''intellettualmente disonesto dipingere l'Italia come una nazione nella quale i problemi sono stati risolti. Però io considero ugualmente disonesto dover per forza sminuire il quadro incoraggiante che i dati macroeconomici ci restituiscono", ha sottolineato dopo aver ringraziato "dell'invito Carluccio" riferendosi al presidente Carlo Sangalli. "Ci conosciamo da qualche anno, abbiamo avuto molte occasioni di confronto. Non è la prima assemblea di Confcommercio alla quale partecipo, ma è certamente la prima alla quale partecipo da presidente del Consiglio dei ministri'', ha affermato.
''Presidente, devo ringraziarti per averlo detto - ha aggiunto Meloni - perché ovviamente se lo dico io", si dice che ''la Meloni racconta un mondo che non c'è e vive in un mondo che non esiste''. A "me dispiace quando questa nazione si dipinge come spacciata, perché il quadro macroeconomico e anche molti osservatori fuori dai nostri confini nazionali raccontano invece una nazione che, pur nella peggiore congiuntura degli ultimi decenni, non solo ha resistito ma ha rilanciato. Nonostante il pessimismo cosmico che domina il racconto, questa nazione non si è fatta spaventare. Ha invece tirato fuori il suo carattere, come sempre accade all'Italia. L'Italia è così. L'Italia è una nazione che tira fuori il carattere quando le cose vanno male''.
''Ho apprezzato moltissimo l'espressione 'sense of Italy'. Farò mia questa espressione'' perché ''sintetizza il senso stesso del successo dei nostro prodotti'', ha affermato ancora la premier aggiungendo: "I nostri prodotti portano con loro un'identità, uno stile di vita, un fascino, un patrimonio immateriale che solamente quello che è prodotto in Italia e da italiani può vantare, che nessun altro può replicare, che nessuna piattaforma può importare a basso costo, che non si può delocalizzare. Esiste solo da noi, esiste solo con noi, è il senso del nostro successo''.
''Finora abbiamo chiuso d'ufficio 24mila attività 'apri e chiudi', ovvero quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco. Un risultato importante per lo Stato e gli imprenditori onesti che non meritano di subire la concorrenza sleale di chi magari, dopo essere entrato illegalmente in Italia, si mette pure a farci concorrenza sleale. Non si può fare. Il messaggio che vogliamo lanciare a tutti è che questa non è la Repubblica delle banane. Qui si rispettano le regole'', ha affermato Meloni che ha ringraziato anche "Papa Leone per le importanti riflessioni che ci ha regalato sul tema'' dell'intelligenza artificiale. L'intelligenza artificiale è una ''questione tra le più complesse del nostro tempo". E' uno ''strumento dal potenziale straordinario'' ma la sua ''potenza potremmo scoprirla davvero molto tardi''. ''Oggi quello che rischia di essere sostituito è il lavoro di intelletto e quindi l'impatto che può avere sul nostro mercato del lavoro è imponderabile. Noi rischiamo oggettivamente un mondo nel quale sempre più persone non saranno necessarie, un mondo nel quale la ricchezza si concentra e si verticalizza ancora di più. Va governato. Non si può governare solo a livello nazionale, va governato a livello globale, a livello internazionale''.
''Altri parlano di tassare il patrimonio. Noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire a un patrimonio dopo decenni di lavoro e sacrifici'', ha detto ancora la presidente del Consiglio.
"La storia della Repubblica è strettamente intrecciata con quella delle cittadine e dei cittadini che l’hanno costruita, abitata, vissuta e, vivendola, hanno esercitato la libertà di associazione garantita dalla Costituzione, divenendo protagonisti dello sviluppo e del progresso dell’Italia. È significativo che la celebrazione degli ottanta anni di vita della Repubblica e degli ottanta anni di vita di Confcommercio si siano sovrapposti. Il ruolo delle formazioni sociali che sono state traino nelle trasformazioni del Paese ne esce in tutta evidenza". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia, Carlo Sangalli.
"Sin dall’epoca delle libertà comunali, i mercanti -ricorda il Capo dello Stato- sono incisi nella storia d’Italia come uno dei passaggi che segnano la nostra identità nazionale, a conferma della funzione decisiva svolta dal settore per la circolazione di idee, costumi, innovazione. 'Ricordare il futuro' è stato l’efficace slogan scelto dalla vostra Confederazione nell’anniversario, per segnare la ferma volontà di essere parte delle nuove trasformazioni che ci attendono, in una realtà internazionale sempre più difficile e sfidante che richiede il coraggio di compiere scelte non facili".
"Il tessuto produttivo-imprenditoriale italiano è di fronte a complessità che richiedono autentico dialogo tra istituzioni e società, per promuovere un modello di sviluppo coerente con criteri di sostenibilità sociale e ambientale. Responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all’affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori", si legge ancora.
