Futuro Nazionale, nasce partito Vannacci e attacca il centrodestra: "E' per agenda Draghi, non siamo noi stampella"
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Futuro Nazionale, nasce partito Vannacci e attacca il centrodestra: "E' per agenda Draghi, non siamo noi stampella"

Politica
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(Adnkronos) - Attacchi ai giornalisti, a Forza Italia, ai migranti, all'Europa così com'è: è one man show quello che Roberto Vannacci mette in scena all'assemblea costituente di Futuro Nazionale, il suo partito che, giorno dopo giorno, continua a mietere consensi sia nelle aule parlamentari, sia tra la gente. In una sala

dell'Auditorium della Conciliazione off limits per i cronisti, costretti a lavorare alla bene e meglio, ma piena di quei 1700 delegati da tutta l'Italia che sono l'anima viva dei futuristi, il generale mostra tutto l'armamentario delle sue idee e manda, soprattutto, un messaggio ai suoi ex alleati, che, pur invitati, marcano visita, mandando in avanscoperta propri delegati minori - lo fa la Lega, lo fa Fratelli d'Italia e lo fanno gli azzurri.  

Che ne ha per tutti, Vannacci, è chiaro fin da quando sale sul palco, di nuovo con l'ascia bipenne appesa al collo. I primi a finire nel mirino dell'ex parà sono i giornalisti, citati con nomi e cognomi. E quindi sia chi in passato si è preso la briga di creare il suo personaggio, sia chi appena ieri ricostruiva passaggi di incontri segreti con Matteo Renzi o lo attacca per presunti finanziamenti dalla Russia o chi per loro: "Li ringrazio perché ci stanno regalando tutta questa notorietà. Migliaia di italiani parlano di Vannacci", dice riferendosi a se stesso in terza persona. Ai cronisti, poi, spedisce un'altra missiva: tanto vale che cerchiate, "noi rappresentiamo lo scarto e la feccia e siamo orgogliosi di esserlo. In Parlamento siamo una sporca dozzina, qui siamo i figli di nessuno e fierissimi di esserlo", rivendica. 

Poi passa all'attualità, a quell'attacco nell'aula della Camera della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che non viene mai citata esplicitamente, almeno sul palco. "Ci hanno detto che stiamo aiutando la sinistra - tuona -. Ma io mi dovrei alleare adesso con quest'alleanza di centrodestra che continua a portare avanti l'agenda Draghi, il Green deal, il debito pubblico?". Dopo aver elencato una lunga serie di provvedimenti con cui dimostra che è Forza Italia, al Parlamento europeo, ad aver votato come Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra, Vannacci tira l'affondo. "Sarei io quello che vota con la sinistra e le fa da stampella? Che aiuta Zan e finanzia il Gay Pride, o aiuta Schlein? Alla prova dei conti c'è un asse tra il partito popolare europeo e i socialdemocratici in Europa" e questo governo "si allinea totalmente a supportare questa Commissione europea e la rinsecchita von der Leyen".  

"O con noi di Futuro Nazionale, guardiani del sovranismo e della cittadinanza, o con von der Leyen, Draghi, multinazionali e globalismo", tira una linea il generale che, nel mezzo, unisce il profano al (quasi) sacro e recita la traduzione della preghiera dei paracadutisti francesi, scritta da André Zirnheld nel 1938. "Con la forza e la fede andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli", lancia come avvertimento alla platea in piedi. La stessa che applaude quando Vannacci scandisce un motto di carducciana memoria: "L'Italia agli italiani e non mi vergogno di dirlo", in chiaro riferimento a quella remigrazione che è il suo cavallo di battaglia. 

Non finisce qui lo spettacolo vannacciano - che si concluderà domani quando Vannacci sarà acclamato come presidente di Futuro Nazionale, accompagnato da Massimiliano Simoni scelto come coordinatore nazionale, Edoardo Ziello responsabile organizzazione e tesoriere nazionale, Annamaria Frigo responsabile tesseramento nazionale. Mentre per i responsabili delle regioni le nomine saranno più in là - continua in conferenza stampa. Un'ora in cui agli atti finiscono altri leitmotiv del generale. Se per una futura alleanza con la maggioranza attuale l'ex capo della Folgore rimarca che le sue posizioni "non le ammorbidisco e non le cambio. Il partito ancora prima di nascere è al 5%. Futuro Nazionale è il sestante del centrodestra che in qualche modo è andato alla deriva. Io sono disposto a collaborare" con chi "rispetta le nostre linee rosse. Chi vuol salire sulla barca salga" ma rispettando le "nostre linee rosse che non cambieremo". Sull'Europa e sull'euro, Vannacci è netto: "Non uscire, ma cambiare rotta" perché così com'è è chiaro non funzioni.  

Casapound, invece? "Bene la proposta sulla remigrazione, uno scempio che la Camera abbia negato il diritto di presentarla, specie perché lui di migranti, in Italia, non ne vorrebbe neanche uno". E ancora, sempre sul movimento di estrema destra e in particolare sulla sede occupata a Roma, avverte: "Sgomberarla sì, ma non come priorità, che prima ce ne sono altri e di più vecchi di centri sociali da 'estirpare'". La Russia? "Magari avessi la villa in Crimea come qualcuno vuol fare intendere", ironizza. E poi "la retorica della minaccia russa che ci dovrebbe spingere a spendere 800 miliardi per riarmarci non regge. È un feticcio per rilanciare l'industria, specie tedesca, che è stata affossata dal Green deal. Nel Risiko e nella strategia militare, se attacchi devi avere forze superiori all'avversario. La Russia l'ultimo anno ha speso 190 miliardi in difesa, l'Europa più del doppio. Perché dovremmo temerli?", chiede provocatorio. Tranchant sulla querelle delle ginocchiere, l'ex generale della Folgore ammette che "un’osservazione" come quella del deputato del Movimento 5 stelle Francesco Silvestri sulle ginocchiere a Meloni "non l’avrei recepita come una possibile offesa sessista, e la stessa cosa avrei fatto con cortigiana. Ma io non sono una donna...". 

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