Attentato a Ranucci, il giornalista: "Non rinnego l'amicizia con Lavitola, in Parlamento tanti massoni"
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Attentato a Ranucci, il giornalista: "Non rinnego l'amicizia con Lavitola, in Parlamento tanti massoni"

Politica
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(Adnkronos) - "Non mi pento del rapporto di amicizia" con Valter Lavitola e "mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria". Lo ha dichiarato il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervistato dall'inviato di Esperia Alessandro Beccalossi a margine di una tappa del suo tour teatrale a Villafranca

Veronese. 

 

Rispondendo alle domande sul rapporto con Lavitola, Ranucci ha rivendicato l'amicizia personale, distinguendola dalla collaborazione professionale: "Io non ho collaborato con nessuno...". Interpellato sull'attendibilità giornalistica dell'ex faccendiere, ha quindi aggiunto che Lavitola è "un po' una scatola nera del Paese, siamo qui per questo". 

 

Sul fronte delle indagini, intanto, sono stati sequestrati a Lavitola dai carabinieri di Roma e Frascati tre cellulari, due pen drive e sette manoscritti. Su questo materiale sequestrato sabato scorso a Valter Lavitola dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati è in corso l’analisi degli inquirenti. L'indagato ieri, durante l'interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse e sostenendo di non avere idea di quale possa essere stato il movente. L'ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e risposte sono attese dall’analisi di quanto acquisito durante la perquisizione, dispositivi e appunti di Lavitola. Intanto, a quanto si apprende, al momento non è prevista una nuova audizione del conduttore di Report per essere sentito come testimone. 

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