Governo, vertice a Palazzo Chigi: allerta per Medio Oriente, ad agosto provvedimento su flessibilità
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Mar, Ago

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Governo, vertice a Palazzo Chigi: allerta per Medio Oriente, ad agosto provvedimento su flessibilità

Politica
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(Adnkronos) - Il termometro sfiora pericolosamente i quaranta gradi e i sampietrini di Piazza Colonna sono incandescenti. Non meno rovente il clima politico in questa fase finale di legislatura. Sono da poco passate le 13.30 quando a Palazzo Chigi fanno il loro ingresso i leader della maggioranza, convocati dalla premier Giorgia Meloni per un

vertice di governo. L'occasione, spiegano fonti governative, è quella di un confronto ordinario tra gli alleati. 

All'incontro, a cui prendono parte anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, il ministro degli Esteri avrebbe aperto i lavori con una relazione sulla situazione internazionale, che si conferma tutt'altro che tranquilla: le tensioni legate alla guerra in Iran e la minaccia di un intervento degli Houthi nel Mar Rosso disegnano uno scenario delicato, che il governo osserva con crescente attenzione in vista dell'autunno. Il secondo nodo affrontato al tavolo è tutto interno: come utilizzare i 14 miliardi di flessibilità ottenuti in sede europea in materia di energia, anche alla luce delle più recenti proposte della Commissione in tema di Ets. L'obiettivo, filtra all'Adnkronos da fonti di maggioranza, è portare il provvedimento in aula nei primi giorni di agosto, anche se resta ancora da definire lo strumento normativo con cui procedere. Il vertice dura meno di due ore e si tiene proprio nel giorno in cui la legge elettorale - al centro delle polemiche dopo lo scivolone sulle preferenze registrato la settimana scorsa alla Camera - viene incardinata al Senato. Autorevoli fonti di governo assicurano però che il tema non sarebbe stato nemmeno sfiorato durante la riunione.  

A tenere banco, semmai, è tutt'altro. Come si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi, "particolare attenzione è stata dedicata all'estensione della National Escape Clause (clausola di salvaguardia nazionale) anche agli investimenti nel settore dell'energia, ottenuta dal governo italiano grazie all'iniziativa promossa in sede europea". Nel corso del confronto "è emersa piena condivisione sull'ipotesi di accedere alla maggiore flessibilità consentita dalle regole europee e di concentrare nel prossimo biennio la maggiore capacità di spesa per il contrasto al caro energia". Non solo: è stato anche ribadito "che ogni decisione di accedere alla National Escape Clause per le spese di difesa, sicurezza ed energia sarà assunta nel pieno rispetto delle prerogative del Parlamento e sarà sottoposta al previsto iter di approvazione". 

La giornata romana è segnata anche da un altro fronte, quello aperto dalle opposizioni sul video, realizzato con l'intelligenza artificiale, che ritrae la premier insieme al generale Roberto Vannacci. Nel tardo pomeriggio arriva la replica diretta di Meloni, affidata ai social. "Leggo che alcuni esponenti dell'opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l'intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione", scrive la premier, che poi rimarca: "Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico. Ho sempre pensato che la politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l'intimidazione, con l'odio o con la rappresentazione violenta dell'avversario". 

Ma Meloni non si ferma alla presa di distanza e rilancia la polemica verso sinistra: "Proprio per questo, però, mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello". "Mi aspetto che gli stessi esponenti della sinistra trovino il coraggio di prendere le distanze quando un assessore del Partito Democratico arriva a evocare i fucili contro gli avversari politici. Mi aspetto la stessa fermezza quando autorevoli rappresentanti istituzionali della sinistra, davanti a vicende ancora al vaglio della magistratura, scelgono di alimentare un clima di contrapposizione che finisce per delegittimare le Forze dell'Ordine e offrire il pretesto a chi trasforma le piazze in luoghi di violenza". E conclude, netta: "La condanna delle parole d'odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento. Deve valere sempre. Senza eccezioni. Senza doppi standard". (di Antonio Atte) 

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