Caso Delmastro, Giunta Camera dice no a richiesta Procura sulle chat. M5S occupa banchi del governo in Senato
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Caso Delmastro, Giunta Camera dice no a richiesta Procura sulle chat. M5S occupa banchi del governo in Senato

Politica
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(Adnkronos) - La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto no alla richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro delle Vedove e il ristoratore Mauro Caroccia.  

Per protesta il Movimento 5 Stelle al Senato ha occupato i banchi del governo. I senatori pentastellati hanno

esposto in Aula i cartelloni "Fuori le chat".  

I senatori del Movimento 5 stelle si sono messi in piedi tra i banchi del governo (VIDEO), continuando a esibire i cartelloni e urlando "Vergogna, vergogna!" tra le proteste dei colleghi di Fratelli d'Italia, che hanno risposto con "Buffoni". Uno di loro si è avvicinato al capogruppo pentastellato a Palazzo Madama Luca Pirondini strappandogli il cartellone, ed è stato subito allontanato nonostante abbiano continuato a 'litigare'. La presidente di turno ha invitato i senatori a lasciare i banchi del governo e sospeso la seduta invitando i commessi a intervenire. 

Poco prima di occupare i banchi del governo, Pirondini era intervenuto in Aula: "Il gruppo del Movimento 5 Stelle non voterà questo emendamento perché stamattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere, ovvero questa maggioranza, ha votato per negare alla Procura le chat tra l'ex sottosegretario Delmastro e una persona coinvolta con la camorra. Per noi oggi i lavori finiscono qui. Il Movimento 5 Stelle non prosegue i lavori. Perché non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la Procura di Roma possa acquisire le chat tra un ex sottosegretario, avvocato della presidente del Consiglio e una persona collegata con la camorra. Questo governo sta aiutando la mafia e non si può continuare a lavorare come se nulla fosse. Occupiamo l'aula e i banchi del governo". 

 

"Aver negato ai magistrati l'uso delle chat tra Delmastro e il prestanome di un clan mafioso, è una cosa scandalosa. Prentendiamo che si voti domani su questo fatto. Perché le motivazioni con cui la giunta ha approvato la relazione di maggioranza parlando dell'indipendenza del parlamentare nell'azione politica. Ma che indipendenza politica è quella di un sottosegretario che apre un ristorante con un prestanome della criminalità organizzata? O è solo la copertura di sporchi affari che sono stati fatti e di cui non è dato sapere. La responsabilità politica che era di Fdi, oggi si estende a tutta la maggioranza di governo", ha poidetto il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, sul caso Delmastro. In aula sono poi stati esposti cartelli con scritto 'Fuori le chat', come era accaduto anche questa mattina al Senato. 

 

In un video sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, scandisce: "E' incredibile, hanno messo lo scudo. Lo scudo per proteggere i cittadini contro il crollo degli stipendi? Contro il carovita? Contro il carburante alle stelle? Ma figuriamoci! Poco fa il Parlamento, nella Giunta per le autorizzazioni a procedere ha scudato Delmastro di Fratelli d'Italia. Vi ricordate Delmastro è quello della bisteccheria, quello che aveva costituito la società per fare affari con i familiari del prestanome del clan Senese. La Procura di Roma per proseguire le indagini voleva acquisire le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, eppure il centrodestra di Meloni ha detto no, e loro poi blaterano di legalità, di trasparenza".  

"Cosa temono, cosa hanno da nascondere? E' possibile che arrivino fino al punto di ostacolare le indagini della Procura quando c'è di mezzo un clan mafioso? Ci facciano almeno una cortesia, la smettano di parlare di legalità, di trasparenza, la smettano di dire che la loro azione politica si ispira alle idee e al pensiero di Borsellino. Dopo il salvataggio di Santanchè, avete perso un'altra volta la faccia. Vi aspettiamo in Aula su questa vergognosa decisione, vi daremo battaglia. Fuori le chat", conclude Conte. 

"Si proclamano paladini della giustizia a parole, ma nei fatti impediscono e ostacolano il lavoro della magistratura - dichiara il deputato del Partito democratico Federico Gianassi - È questo il volto della maggioranza, che oggi in Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di utilizzo delle chat dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta bisteccheria d’Italia. Una decisione di estrema gravità, che ostacola lo svolgimento delle indagini anche nei confronti di soggetti ai quali sono contestati reati gravissimi aggravati dall’agevolazione mafiosa. Giorgia Meloni aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno e che non ci sarebbero più state zone d’ombra nell’operato dei suoi. Oggi, invece, dimostrano di fare esattamente il contrario: continua a coprire i propri compagni di partito, anche a costo di indebolire il lavoro della magistratura". 

Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde, commenta: "La casta degli intoccabili meloniana si salva ancora una volta da sola. La maggioranza ha impedito ai magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat di Andrea Delmastro, ostacolando un accertamento richiesto dall’autorità giudiziaria. È questa la legalità di Giorgia Meloni? Quella che predica rigore con i cittadini e poi protegge i propri esponenti?". "La legge, per la destra - aggiunge - si applica a corrente alternata: severa con i cittadini, indulgente con gli amici. Resta una domanda politica alla quale Meloni continua a non rispondere: perché Delmastro ha costituito una società con Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia di beni e ritenuto legato al clan Senese? Se non c’è nulla da nascondere, perché impedire ai magistrati di acquisire elementi utili all’accertamento della verità? Chi non ha nulla da temere non blocca la magistratura". 

Scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs: "La domenica si commemora Borsellino e si dice addirittura che sarebbe stato ministro del governo Meloni e il mercoledì, nel segreto delle commissioni, si impedisce alla magistratura di leggere le chat fra il fedelissimo di Meloni Delmastro e un condannato per reati di mafia che faceva il prestanome per il clan Senese. La solita destra. Ma di cosa avete paura? Cosa nascondete?". 

La relazione della Giunta delle Autorizzazioni sulla vicenda che riguarda le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia in aula alla Camera giovedì 30 luglio. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. 

 

"La scelta della giunta alle autorizzazioni a procedere che ha negato l'acquisizione delle chat tra Delmastro e il mio assistito, non è condivisibile perché danneggia anche il mio assistito", afferma intanto l'avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Mauro Caroccia indagato che sta già scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni. 

"Con il diniego si dà adito all'errata convinzione che le chat nascondano un contenuto di natura mafiosa che in realtà è inesistente, facendo supporre una ipotesi di reato che nelle chat non si evince, essendo il contenuto fuori da ogni ipotesi prevista dal capo di imputazione" aggiunge l’avvocato Gallo annunciando che che chiederà “alla procura di Roma, di acquisire le chat contenute nel telefono di Caroccia in quanto la mancata acquisizione, costituirebbe una violazione del diritto alla difesa dei miei assistiti. In settimana presenterò la richiesta e mi auguro che la Camera possa concedere l'autorizzazione per fugare ogni dubbio. Ribadisco che il contenuto delle chat è inopportuno per il ruolo che ricopriva Delmastro ma non hanno nulla di illecito" conclude. 

  

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