Tajani annuncia: "Abbiamo deciso di utilizzare fondo Safe, chiederemo 14,9 miliardi"
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Tajani annuncia: "Abbiamo deciso di utilizzare fondo Safe, chiederemo 14,9 miliardi"

Politica
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(Adnkronos) - "Abbiamo deciso di utilizzare Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi. Entro la fine dell'anno formuleremo la nostra proposta". Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a una domanda di Piero Fassino del Pd, durante un'audizione a Roma davanti alle commissioni riunite Esteri e

Difesa di Camera e Senato. 

In un secondo momento Tajani ha precisato che il governo ha "prenotato" 14,9 miliardi di euro dei fondi e che deciderà "entro la fine dell’anno" quanto utilizzare dell'importo complessivo. Una decisione di utilizzarli tutti ancora non è stata presa. L'importo potrebbe essere minore: all'interno del governo c'è da tempo una discussione su questo punto, discussione il cui esito dipenderà, probabilmente, anche dalla revisione dei dati relativi all'effettivo impatto del Superbonus edilizio sui conti pubblici del 2025. 

In teoria c'è la possibilità, se l'impatto fosse minore di quanto preventivato, di un'uscita già quest'anno del Paese dalla procedura per deficit eccessivo, anche se a Bruxelles questa eventualità viene considerata "improbabile" (che non vuol dire impossibile).  

Sull’uso dei fondi Safe l’ultima parola spetta al Parlamento, fanno sapere fonti della Lega. 

Per la Commissione europea sarebbe "molto, molto positivo" se l'Italia utilizzasse i fondi Safe a disposizione interamente, per 14,9 mld di euro, anche perché ha presentato un piano molto "solido" sull'uso che intende fare di quelle risorse. A sottolinearlo il portavoce per la Difesa Thomas Regnier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. 

"Non abbiamo tempo da perdere - sottolinea - questa è la posizione chiara della Commissione europea, in merito a Safe e alla sua attuazione. Perché? Perché Safe svolge un ruolo cruciale per la sicurezza dell'Europa. Lo vediamo quotidianamente in Ucraina. Abbiamo assistito a incursioni di droni in Romania, solo per citare uno dei tanti Stati membri presi di mira". L'Italia, ricorda Regnier, "è lo Stato membro che ha richiesto 14,9 miliardi di euro e ha ricevuto da noi un budget approvato di 14,9 miliardi di euro. Ora, ciò che è importante per noi è passare rapidamente alla fase successiva. È evidente che l'industria italiana svolge un ruolo chiave per la sicurezza dell'Europa. Quindi, nella situazione ideale, vorremmo sicuramente che l'Italia rispettasse i 14,9 miliardi di euro annunciati oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo". 

La Commissione europea - che ha firmato finora "dieci accordi" con altrettanti Paesi membri per l'utilizzo dei prestiti Safe per progetti comuni nella difesa, per un importo di circa "100 miliardi di euro" - ha chiesto più volte al governo italiano di farle sapere quanti fondi Safe vuole utilizzare, perché ci sono altri Paesi Ue interessati a rilevare l'eventuale 'inoptato' dell'Italia.  

Il programma Safe, "per come è stato impostato, è uno strumento di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un'alternativa al Bot. È una scelta tototalmente tecnica che il ministro farà entro la fine dell'anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava il ministro Tajani, valuteremo quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai Bot e ai CCt dal punto di vista della convenienza finanziaria", ha detto dal canto suo il ministro della Difesa Guido Crosetto intervenendo al seguito dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con Tajani. "Non è una scelta politica che rafforza o non rafforza l'Europa - ha aggiunto - è una scelta che è stata vista in modo tecnico. La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio".  

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