Caso Ranucci, l'assemblea dei giornalisti di Report: "Stato di agitazione, se necessario scioperiamo"
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08
Gio, Ott

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Caso Ranucci, l'assemblea dei giornalisti di Report: "Stato di agitazione, se necessario scioperiamo"

Politica
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(Adnkronos) - Stato di agitazione e, se necessario, pronti allo sciopero. Lo annuncia l'assemblea dei giornalisti di 'Report', che in un comunicato spiega le ragioni della decisione dopo la decisione con cui la Rai ha rimosso Sigfrido Ranucci dalla conduzione della trasmissione. "I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto

della decisione arbitraria, non ancora motivata dell'Azienda, di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma , sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma", scrivono i giornalisti.  

“Report - spiegano - non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico”.  

Per la redazione del programma di inchiesta “solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistati sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani”. I giornalisti interni di Report “non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il Dna del programma”.  

“Esprimono, inoltre, sconcerto per il metodo usato dall'Azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra”, scandisce la redazione. “Chiedono all’azienda di correggere le decisioni prese che non sono accettabili per chi, professionalmente, si è sempre riconosciuto nell'identità e nei valori di Report e che potrebbero costringere a scelte lavorative diverse”. I cronisti della trasmissione di Rai3 “chiedono inoltre il diretto coinvolgimento della redazione nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del Servizio Pubblico. L’assemblea dei giornalisti indice dunque lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero”. 

"Non permetteremo la distruzione di Report. E' significativo che i conduttori imposti dall'azienda siano oggi difesi dai giornali di destra che hanno in questi due mesi sollecitato la sospensione delle repliche di Report e la mia sostituzione", ha scritto in un post Sigfrido Ranucci, che correda l'affermazione con la notizia dello stato di agitazione della redazione di 'Report'. "Ci sono imprenditori - ha aggiunto il giornalista - pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni con centinaia di migliaia di euro". 

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