Omofobia, Gasparri: "Ddl Zan? Più importante di un norma costituzionale, apre al fluido e al tuttX" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
27
Mer, Ott

Omofobia, Gasparri: "Ddl Zan? Più importante di un norma costituzionale, apre al fluido e al tuttX"

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

"Il tema del Ddl Zan è accompagnato da una grande mistificazione. Sembra un referendum tra chi è contro la violenza e chi la tollera. E' invece un tentativo di categorizzazione giuridica della liquidità, di ciò che è percepito. Ma la percezione può essere strumentale. E' un'autocertificazione. Chi la giudica?'".

alternate text

 

Ne parla con l'Adnkronos durante la Marcia per la Vita, svoltasi a Roma, ai Fori Imperiali, il senatore Maurizio Gasparri, componente del Comitato di presidenza di Forza Italia, che sottolinea: "Sulla lotta alle violenze siamo tutti concordi, tanto che noi del centrodestra abbiamo presentato una proposta. Ma questa liquidità, questa rivoluzione antropologica, contenuta nell'articolo 1, non è accettabile perché crea un mutamento fondamentale dell'assetto sociale". "Vorrebbero non discutere il ddl al Senato e votarla a scatola chiusa - riferisce - Ma noi rivendichiamo il diritto a dibatterne perché questa legge è più importante di una norma della Costituzione".  

Secondo Gasparri, tre sono gli articoli controversi: il numero 7 che "introduce concorsi ed eventi nelle scuole sulla teoria gender ed è guardato con preoccupazione dalle famiglie, in virtù della loro podestà educativa"; l'articolo 4 "in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di opinione"; e l'articolo 1, "il più grave", su cui il Senatore scherzando afferma: "Non potremo più scrivere 'tutte' o 'tutti', ma tuttX'. Ma non se ne parla. La gente che dice voglio la legge Zan nei sondaggi pensa di dire sì a punizioni più severe per le aggressioni...".  

"L'articolo 1 del ddl - ribatte il senatore di Forza Italia - permette di declinare la propria appartenenza di genere non in base ad una transizione fisica ma in base alla identità percepita. Ma la percezione è una condizione personale che apre ad una liquidità totale nella dichiarazione della propria condizione sessuale, e può essere strumentale: così ad esempio - spiega - c'è un concorso per quote rosa e io mi sento donna in base alla convenienza. Il Paese purtroppo non ha percepito la discussione nella sua gravità: la demagogia sta aprendo le porte alla mistificazione del dibattito su alcune leggi ed alla totale confusione sociale". 

(di Roberta Lanzara)