Recovery, Gelmini: "Pnrr occasione per ricucire differenze tra territori" - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Mer, Set

Recovery, Gelmini: "Pnrr occasione per ricucire differenze tra territori"

Politica
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Ad aprire il quarto forum della giornata conclusiva dell’International Annual Meeting SUDeFUTURI III - (R)innoviamo ll Mezzogiorno, organizzato tra il 9 e l’11 settembre al Castello Ruffo dalla Fondazione Magna Grecia moderato dal giornalista del TG2 Fabrizio Frullani, il ministro degli Affari regionali Maria Stella Gelmini.

Collegata in streaming, Gelmini ha dichiarato che “il Governo è concentrato sul Pnrr, un piano che deve consentire all’Italia non ritorno alla normalità ma uno scatto in avanti. Vedo un nuovo protagonismo del Mezzogiorno e il Pnrr è l’occasione per ricucire le differenze tra i territori, colmando il divario e dando risposte puntuali alle aree interne e svantaggiate”.  

Sul tema dello smart working è intervenuto Alessandro Paone, giuslavorista e partner LabLaw: “Nei primi 6 mesi tutti erano innamorati del lavoro agile, poi è stato odiato e infine c’è stato un rigurgito violento. La verità è che stiamo guardando un fenomeno nuovo da un punto di osservazione vecchio, tarato su un meccanismo troppo antico. Il lavoro totalmente a distanza fa venire meno il confronto e le aziende non lo adotteranno mai totalmente, ma questo strumento è comunque una chiave di sviluppo”.  

“Siamo stati presi alla sprovvista, nessuno si aspettava pandemia e l’impatto che avrebbe avuto su vita e lavoro -ha ricordato Matilde Marandola, presidente Aidp Nazionale - La chiave di lettura è l’ascolto, perché ognuno ha esigenze diverse e uno dei rischi è dare per scontato che siano uguali per tutti. Con lo smart working le persone del Sud posso scegliere dove vivere e lavorare e questa è una sfida straordinaria”.  

Smart working sì ma non da casa per Elena Militello, presidente di South Working: “Il lavoro agile rappresenta una possibilità per lavoratori, aziende e territorio ma si deve promuovere un cambiamento di mentalità. La nostra idea come South Working è quella di passare a un lavoro agile non da casa ma da spazi appositi, spazi di comunità, con una buona connessione, rete di trasporti e luoghi dove incontrarsi”.  

Sulla possibilità di un ritorno ai borghi Stefano Cianciotta, presidente di Abruzzo Sviluppo, è stato lapidario: “Il lavoro si sviluppa se ci sono imprese, portare le aziende nei borghi dell’Abruzzo o della Calabria, aree svantaggiate per mobilità e altro, è un’eresia. Nei nostri borghi si possono fare tante cose ma non si può determinare lo sviluppo di un’area in maniera contraria a quanto fatto fino a quel momento perché ci sono modelli che non si possono replicare ovunque”. 

“All’inizio del 2019 abbiamo iniziato a parlare di smart working e non è stato facile -ha commentato Anna Maria Testa, direttore risorse umane ZTE Italia. Può rappresentare un’opportunità reale se si analizza il contesta in cui si applica, ma il tema delle competenze è imprescindibile se vogliamo investire in nuovi modi di lavorare e nel territorio e aiutare i giovani a trovare la propria strada”. A concludere il quarto forum Gianpiero Tufilli, direttore Risorse Umane Thales Italia. “Lo smart working è un’opportunità? Lo si deve valutare caso per caso, valutando il mercato, l’organizzazione del lavoro. Di per sé è uno strumento buono ma deve essere apprezzato dal lavoratore e dall’azienda”.