Ucraina, putiniani e non: scambio di accuse a Verona finisce in tribunale
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
28
Dom, Giu

Abbiamo 2966 visitatori e nessun utente online

Ucraina, putiniani e non: scambio di accuse a Verona finisce in tribunale

Politica
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - L'ultima settimana di campagna elettorale per le comunali a Verona finisce a carte bollate. Oggetto dello scontro uno scambio di accuse che coinvolge l'associazione Veneto Russia, alcuni esponenti politici come l'ex-leghista Alberto Zelger, attuale candidato sindaco, e il senatore Pd, Vicenzo D'Arienzo. Tema: la guerra in Ucraina e la vicinanza o meno a Putin e la Russia.  

alternate text

 

Oggi contro il senatore dem è stato presentato un esposto in cui si chiede "alla magistratura veronese di verificare" se nelle dichiarazioni dell'esponente Pd" riferite all’attività a Verona di esponenti politici, gruppi ed associazioni filo russe, vi siano estremi di vari reati" in particolare la violazione delle legge Mancino. A presentare l'esposto il presidente dell’Associazione Culturale Veneto Russia, Palmarino Zoccatelli, il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi, il consigliere comunale e candidato sindaco al Comune di Verona Alberto Zelger (ex Lega) e il coordinatore della lista 'Verona per la Libertà' Maurizio Cutolo (candidato al Consiglio Comunale scaligero alle prossime elezioni comunali del 12 giugno).  

"Nelle sue varie dichiarazioni pubbliche -è l'accusa dei promotori dell'esposto- la foga russofobica del senatore D’Arienzo, era giunta a chiedere l’esclusione dalla competizione elettorale di liste e candidati filo russi, per 'mancanza delle caratteristiche morali per poter partecipare a una competizione ….', o addirittura paventando il rischio che Verona fosse diventata uno '.. snodo di spionaggio russo in Italia..' '..costituendo un pericolo per la sicurezza nazionale…' e altre gravi affermazioni simili, lesive dell’onorabilità e dei diritti, costituzionalmente garantiti, delle persone, gruppi e associazioni da lui prese di mira. Ora auspichiamo che la magistratura verifichi con imparzialità e obiettività l’esposto presentato e chiami il senatore D’Arienzo a rispondere delle sue gravi affermazioni". 

Contattato dall'Adnkronos, D'Arienzo conferma le sue dichiarazioni e aggiunge: "L’esposto contro di me, presentato dai putiniani veronesi, per la mia battaglia politica a sostegno della coalizione occidentale e contro ogni forma di collateralismo con la Russia, è una temeraria azione dall’amaro sapore intimidatorio per tentare di condizionare l’attenta osservazione di quanto accade a Verona". 

"Mi confermo sempre di più che lo Stato debba monitorare certe manifestazioni avvenute a Verona, ivi compresa la denuncia odierna, e, soprattutto, la presenza di queste micro organizzazioni idealmente riconducibili alla Russia che promuovono, anche facendo leva su teorie cospirazioniste, in tutto o in parte, l’indebolimento delle iniziative prese dal governo italiano contro la Federazione russa".  

Tema sul quale il senatore Pd era già intervenuto a palazzo Madama rivolgendosi al ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese. "Come ho chiesto al Ministro Lamorgese, con un mio intervento nell’aula del Senato il 5 aprile scorso, devono essere valutati con scrupolo i fatti accaduti e, soprattutto, i contorni di certe organizzazioni politiche che si propongono al voto comunale con deliranti proclami che vanno contrastati in ogni modo. È battaglia politica -conclude il senatore Pd- che intendo condurre perché convinto che la democrazia debba essere promossa ovunque e sempre”.  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.