(Adnkronos) - "L'acido bempedoico è un farmaco molto importante perché può aiutare a curare bene l'ipercolesterolemia, in quanto sappiamo che molti pazienti affetti da questa condizione clinica non raggiungono gli obiettivi terapeutici, e non farlo significa rimanere esposti a un rischio molto alto di complicanze
Ma per quali pazienti è indicato il profarmaco first-in-class in mono-somministrazione giornaliera o associato ad altri trattamenti orali per abbassare ulteriormente i livelli di Ldl? "Possono utilizzare questo farmaco quei pazienti sicuramente a rischio molto alto - spiega Arca - ovvero che hanno superato un infarto o un'ischemia cerebrale, oppure presentano altre condizioni di rischio come il diabete e alterazioni della funzione renale, e per questo motivo hanno un'alta probabilità di andare incontro a complicanze quali infarto o ischemia cerebrale. Inoltre, questo trattamento è indicato per quei pazienti che non rispondono alle statine, o non le tollerano, per coloro che hanno l'ipercolesterolemia causata da meccanismi genetici: pazienti con queste caratteristiche sono più resistenti alle terapie convenzionali".
"Per noi medici - conclude Arca - costituisce un'arma in più per ottimizzare la cura dell'ipercolesterolemia, con la finalità di prevenire il primo evento cardiovascolare oppure evitare che i pazienti che hanno già avuto una manifestazione clinica come l'infarto vadano incontro a un secondo infarto con conseguenze ben peggiori del primo".
