(Adnkronos) - Da un solo caso a 6, con un decesso. E' cambiato così, nel giro di una settimana, il bilancio nazionale delle infezioni West Nile, secondo l'ultimo bollettino diffuso dall'Istituto superiore della sanità sull'impatto del virus trasmesso da specie di zanzare ormai autoctone nel nostro Paese. E in un'Italia messa di
Pregliasco invita a leggere i numeri comunicati dall'Iss innanzitutto in positivo, "per la capacità di sorveglianza e di individuazione dei casi che ci permette di fare prevenzione" passando da "una comunicazione senza toni allarmistici - precisa - ma con l'obiettivo di informare e responsabilizzare i cittadini a fare la propria parte", nonché a "rivolgersi al medico a seguito di eventuali manifestazioni cliniche sospette".
Lo stesso Iss, nel report sul virus West Nile aggiornato al 26 luglio, evidenzia il rischio "che la circolazione di questo o di altri patogeni trasmessi da insetti possa aumentare nelle prossime settimane". Ad oggi, puntualizza l'istituto, "non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Malgrado siano allo studio dei vaccini, per il momento l'unico strumento preventivo contro la diffusione dell'infezione è soprattutto la riduzione dell'esposizione a punture di zanzare durante il periodo favorevole alla trasmissione".
"Pertanto - raccomanda l'Iss - è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente: usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, quando si è all'aperto, soprattutto all'alba e al tramonto; usando delle zanzariere alle finestre e soggiornando in ambienti climatizzati; svuotando di frequente i contenitori con acqua stagnante (per esempio, secchi, vasi per fiori e sottovasi, catini, bidoni) e coprendo quelli inamovibili; cambiando spesso l'acqua nelle ciotole per gli animali; svuotando le piscinette per i bambini quando non sono usate".
