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SALUTE. Nove bambini su dieci respirano aria inquinata: Italia tra i Paesi peggiori

SALUTE. Nove bambini su dieci respirano aria inquinata: Italia tra i Paesi peggiori

Salute e Benessere
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I dati drammatici del rapporto presentato dall’Organizzazione mondiale della sanità in occasione della prima Conferenza globale sull’inquinamento dell’aria e la salute

SALUTE. Nove bambini su dieci respirano aria inquinata: Italia tra i Paesi peggiori
SALUTE. Nove bambini su dieci respirano aria inquinata: Italia tra i Paesi peggiori


Ogni giorno nel mondo il 93% dei bambini respira aria inquinata, in casa e fuori. Lo smog contribuisce ogni anno (direttamente o indirettamente) alla morte di quasi 600mila minori: nel 2016 sono stati 543mila (sotto i 5 anni). L’Italia fa parte dei Paesi con la qualità dell’aria peggiore: il 98% dei bambini piccoli è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili (PM2,5). Lo afferma il rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), presentato in occasione della prima Conferenza globale sull’inquinamento dell’aria e la salute a Ginevra. Il problema, sottolinea il documento, riguarda soprattutto i Paesi in via di sviluppo ma anche quelli ad alto reddito, dove la percentuale è mediamente superiore al 50%.

I terribili effetti

«L’aria inquinata sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite - afferma il direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. Questo è imperdonabile. Ogni bambino dovrebbe poter respirare aria pulita per crescere al massimo del proprio potenziale». Gli effetti dell’inquinamento dell’aria, sottolinea il rapporto, iniziano già dalla gravidanza, durante la quale l’esposizione causa parti prematuri e basso peso alla nascita. Lo smog inoltre ha un impatto sullo sviluppo cognitivo e può scatenare malattie respiratorie come l’asma, ma anche favorire tumori infantili. Chi ha respirato aria inquinata da piccolo ha un rischio aumentato di malattie croniche cardiovascolari da adulto.

La campagna «BreatheLife»

In generale, un terzo delle morti per ictus, tumore al polmone e malattie cardiovascolari è ascrivibile allo smog, si legge sul sito dell’Oms. Ed è impossibile sfuggire all’inquinamento, perché le microparticelle sono ovunque intorno a noi e superano le difese del nostro organismo, penetrando in profondità nell’apparato respiratorio e in quello circolatorio. I danni maggiori sono quelli ai polmoni, al cuore e al cervello. L’Oms, in collaborazione con le Nazioni Unite e la Climate and Clean Air Coalition, ha lanciato la campagna «BreatheLife», che vuole mobilitare città e individui per proteggere la nostra salute e il nostro pianeta dagli effetti dell’inquinamento atmosferico. Sul sito di «BreatheLife» c’è uno smog-metro che indica il livello di inquinamento dell’aria del posto in cui viviamo (vedi immagine qui sotto).

Situazione drammatica

Secondo il report «Air quality in Europe 2018» dell’Agenzia europea per l’ambiente (su dati 2015), su una popolazione di 536 milioni di persone nella Ue, 47,5 milioni (8,9%) vivono in aree in cui vengono superati i limiti di una o più di queste sostanze: particolato (PM), biossido di azoto (NO2) e ozono troposferico (O3), responsabili dei maggiori danni alla salute umana. Quasi 4 milioni vivono in aree in cui sono superati i limiti di tutte e tre le sostanze inquinanti: di questi 3,7 milioni vivono nell’Italia settentrionale. La situazione drammatica in cui si trova l’Italia dal punto di vista della qualità dell’aria è dimostrata da un altro dato: il nostro Paese è al secondo posto per morti premature attribuibili alla presenza di particolato (60.600), dopo la Germania (62.300) e al primo posto per il biossido di azoto (20.500 morti premature), seguita dalla Germania con 13mila; siamo al primo posto anche per le morti provocate da ozono troposferico (3.200), seguiti sempre dalla Germania con 3mila.

Migliaia di morti premature

Il trasporto su strada resta una delle principali fonti di inquinamento atmosferico in Europa, in particolare di inquinanti nocivi come il biossido di azoto e il particolato. Anche le emissioni provenienti dall’agricoltura, dalla produzione di energia, dall’industria e dai nuclei domestici contribuiscono a inquinare l’atmosfera. In generale, nel 2015, le concentrazioni di particolato hanno causato circa 422mila morti premature in 41 Paesi europei. Le morti premature dovute a questa sostanza sono state ridotte di circa mezzo milione all’anno grazie all’attuazione delle politiche europee in materia di qualità dell’aria e all’introduzione di misure a livello nazionale e locale che hanno portato, per esempio, a produrre automobili meno inquinanti ed energia più pulita. Per quanto riguarda il biossido di azoto, il valore limite annuale continua a essere ampiamente superato in tutta Europa. Si stima che nel 2015 l’esposizione al NO2 abbia causato la morte prematura di 79mila persone in 41 Paesi europei. Quanto all’ozono troposferico, nel 2015 l’esposizione avrebbe causato 17.700 morti premature in 41 Paesi. (fonte: Corriere.it)

Red
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