'Afiancodelcoraggio', il vincitore: "Storia nata grazie a mia moglie e a social"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
17
Ven, Mag

'Afiancodelcoraggio', il vincitore: "Storia nata grazie a mia moglie e a social"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "La storia è nata grazie a mia moglie, che ha visto un Reel su Instagram creato da Carolina Marconi, che invitava a iscriversi a questo bando. Così mi ha chiesto di scrivere la nostra storia. All'inizio ero titubante, un po' per riservatezza, un po' perché ho pensato che con tutte le storie che sarebbero

arrivate da tutta Italia non avevamo molte speranze. Al contrario, invece, la fase di scrittura è stata molto spontanea. L'ho scritta in poco tempo perché ho raccontato esattamente la storia del nostro vissuto. Penso che possa essere un messaggio, anche per altre persone, su come possa essere raccontata la storia della malattia della mamma a un bambino molto piccolo". Così Luca Locatelli, papà di Tommaso, protagonista di ‘Soldatini’, la storia vincitrice della VI edizione di #afiancodelcoraggio, premio letterario promosso da Roche che dà voce alle storie di malattia narrate dalla prospettiva dei caregiver maschili, intervenendo ieri sera a Roma, all’evento di premiazione, durante il quale è stato presentato, in anteprima, anche l’omonimo cortometraggio, ispirato al racconto vincitore, che sarà diffuso nei circuiti televisivi e cinematografici partner dell’iniziativa.  

Locatelli sottolinea l’importanza della comunicazione e della condivisione all’interno della famiglia, soprattutto in contesti così delicati. "Due sere prima della prima chemio di mia moglie - racconta l’uomo - abbiamo chiamato nostro figlio proprio per spiegargli a cosa saremmo andati incontro e questa condivisione è stata molto importante in quanto lui è stato di grande supporto per noi durante il cammino". Certo  “per quanto possibile per un bambino piccolo. Però - conclude Locatelli - può essere un esempio su come poter dare leggerezza a un bambino su un cammino, invece, molto duro”.  

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.