Coronavirus, 6 i morti in Svizzera
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Coronavirus, 6 i morti in Svizzera

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Salute e Benessere
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Due nuovi decessi legati al coronavirus sono stati registrati nelle ultime 24 ore in Ticino. Salgono così a sei le vittime in Svizzera.

Coronavirus, 6 i morti in Svizzera
Coronavirus, 6 i morti in Svizzera

 

I casi positivi al test del coronavirus nella Confederazione Elvetica sono ora 858, 213 più di ieri. I casi confermati sono saliti a 815 (202 in più), secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). I casi interessano 23 cantoni e il Principato del Liechtenstein. 

Le due ultime vittime ticinesi erano "entrambe persone ultraottantenni vulnerabili e affette da patologie preesistenti", ha reso noto lo Stato maggiore cantonale di condotta (Smcc). Il totale delle morti nel cantone sale a tre. Anche la prima vittima era una donna, ospite di una casa anziani del Mendrisiotto, ottantenne e già malata al test del coronavirus in Svizzera. I nuovi casi di contagio registrati nel cantone sono 52, per un totale di 180 casi. 

Il Ticino è il primo cantone in cui il virus si è manifestato ed è quello con più casi positivi e più vittime, ma i contagi aumentano in tutto il Paese. Oramai solo tre cantoni finora sembrano scampati al contagio: Obvaldo, Uri e Appenzello Interno. Nei Grigioni i casi sono 29 in tutto, di cui tre in Mesolcina; l'ultimo annunciato riguarda un allievo delle scuole comunali di Poschiavo posto in isolamento con la famiglia. 

Secondo Daniel Koch, capo della Divisione malattie trasmissibili dell'Ufsp, il resto della Svizzera a un certo punto seguirà le misure adottate dal Ticino per combattere l'epidemia. Koch, esprimendosi nel corso della trasmissione radiofonica "Heute Morgen" alla radio Sfr, ha detto che lo stato di necessità - decretato ieri a Bellinzona e valido fino al 29 marzo - potrebbe essere esteso a tutta la Confederazione. A suo avviso la Svizzera sta agendo nel modo giusto e la situazione viene presa sul serio. L'importante - ha ribadito - è proteggere i gruppi a rischio. Si può imparare da quanto sta accadendo in Ticino, ha detto ancora. Oltre a tenersi pronti a seguire il suo esempio, bisogna mostrarsi solidali. Secondo Koch diversi Cantoni hanno già offerto aiuto a Bellinzona. 

Domani il governo svizzero deciderà eventuali nuove misure. Intanto aziende e amministrazioni adottano nuove misure di protezione. Le banche hanno attivato piani d'emergenza e diviso i team attivi in comparti ritenuti essenziali per il funzionamento dell'attività tra più sedi, in particolare quelli che si occupano di negoziazioni, transazioni di pagamento o informatica. 

L'esercito non prevede al momento importanti cambiamenti, ma circa 830 reclute rimarranno confinate in caserma questo fine settimana per evitare la diffusione dell'epidemia. "Ogni giorno valutiamo la situazione, fa parte delle nostre competenze fondamentali. Per il momento, ci atteniamo alle misure che abbiamo già adottato. Ma tutto può cambiare molto rapidamente: la situazione è molto instabile", ha detto giovedì il portavoce dell'esercito Stefan Hofer a Keystone-ATS. 

Il canton Vaud ha generalizzato il telelavoro per l'amministrazione cantonale estendendolo a tutte le persone in grado di svolgere "i loro compiti a distanza". I certificati di malattia non saranno più richiesti per le assenze fino a dieci giorni ed è prevista una certa flessibilità per chi rimane a casa per precauzione o per prendersi cura dei figli. Il Consiglio di Stato vodese ha anche messo in atto "un piano di continuità per le attività indispensabili" in caso di assenteismo significativo. In particolare, sul sito web del cantone è indicato che, se le esigenze di servizio lo richiedono, "l'autorità può chiedere di posticipare un periodo di vacanza programmato". Anche i collaboratori del Centro ospedaliero cantonale vodese (Chuv) di Losanna devono disdire le vacanze previste fino alla fine di aprile per far fronte all'epidemia. 

L'Università di Ginevra amplia l'offerta di insegnamento a distanza: da ieri il numero di corsi registrati disponibili sulla piattaforma Mediaserver è passato da 250 per settimana a 250 al giorno. Per chi continua a seguire i corsi l'ateneo insiste sul rispetto della "distanza sociale" che deve essere garantita ovunque, dagli auditori, alla biblioteca, alla caffetteria. Nelle aule va occupato al massimo un posto ogni due. 

L'Università di Zurigo ha deciso che chiunque ha soggiornato in una zona a rischio per il coronavirus dovrà restare a casa per un periodo di 14 giorni. Le aree a rischio includono l'Italia settentrionale, la Cina, Hong Kong, la Corea del Sud, l'Iran, il Giappone e Singapore. Il divieto di accesso agli edifici e alle strutture universitarie vale per studenti e dipendenti, come pure per i visitatori esterni, si legge sul sito web dell'ateneo.

Author: Red AdnkronosWebsite: https://ilcentrotirreno.itEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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