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Mar, Apr

Coronavirus, Conte: "Se rispetteremo le regole torneremo alla normalità"

Coronavirus, Conte: "Se rispetteremo le regole torneremo alla normalità"

Salute e Benessere
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“Sin dall'inizio di questa emergenza ho seguito un percorso all'insegna della cautela, ma anche di misure proporzionate a quanto stava accadendo. Sono convinto che questo governo abbia agito bene e dunque non cambio idea.

Coronavirus, Conte:
Coronavirus, Conte: "Se rispetteremo le regole torneremo alla normalità"

 

Per questo dico che adesso è arrivato il momento di non pensare a nuove restrizioni, ma di sostenere una effettiva ripartenza”. Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte alla vigilia del nuovo Dpcm che dovrà firmare entro la fine della settimana. “E se tutti - aggiunge - rispetteremo quelle regole ormai minime, ma necessarie, di protezione, insieme riusciremo davvero a tornare alla normalità”.

“Sono sempre stato rigoroso - afferma - ma non mi pento di nulla. Quando abbiamo deciso di chiudere dicevano che dovevamo tenere aperto. Quando volevamo cominciare ad aprire, ci chiedevano di essere rigidi. Mi sono sempre confrontato con ministri e scienziati e ora ho la percezione che se concederemo qualche apertura faremo bene”.

Il premier dice che le navi da crociera "devono ricominciare a viaggiare perché il turismo è un pezzo fondamentale della nostra economia”. E parla inoltre delle fiere e dei convegni che, afferma, "dobbiamo far organizzare, perché soltanto in questo modo tutte le attività possono riprendere”.

“Ma sulle discoteche sono molto prudente, sinceramente non mi sembra ancora opportuno concedere il permesso, troppo pericoloso. Si suda, si beve insieme, si sta vicini... Io l'impazienza dei gestori la comprendo, tutto quello che si ferma rischia di essere perduto” prosegue Conte. “So che ci sono famiglie che hanno problemi ad arrivare a fine mese e di questo ci siamo fatti carico, so che la crisi di bar, ristoranti, locali pubblici può influire in maniera pesante. Ma ballare tutti appiccicati come si fa? Questo non è tornare a vivere, è rischiare troppo” avverte.

In merito al fatto che in alcune regioni si balli, Conte riferisce: ”E una scelta dei presidenti, non potevamo continuare a fare il cane da guardia e abbiamo ritenuto giusto restituire l'autonomia delle decisioni, ma anche la responsabilità delle conseguenze. Non credo comunque che ci siano governatori tanto irresponsabili da mettere in pericolo le persone, voglio poter credere che nessuno stia rischiando”. “Con loro - sottolinea - ci confrontiamo in continuazione, al di là di qualche discussione non abbiamo mai avuto divergenze serie. Lo può dire il ministro della Salute Roberto Speranza o quello degli Affari regionali Francesco Boccia. Alla fine si rema dalla stessa parte e per questo a tutti dico: aspettiamo ancora qualche settimana, pensiamo a quello che dovremo affrontare...".

Poi la scuola, "E’ il mio impegno con i giovani, con le famiglie, con il Paese. E' il mio impegno con gli insegnanti, con il personale. La scuola riparte, non ci sono dubbi - dice il presidente del Consiglio - Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi, ma io non voglio nemmeno pensare a questa eventualità. Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo impegnati come governo, come Protezione civile, come comitato tecnico scientifico”.

“Siamo tranquilli - aggiunge - perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente. Se adesso ci lodano tutti i governi stranieri vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto. Io tutto questo non voglio sprecarlo”. Sul fatto che la chiusura delle scuole abbia generato moltissime critiche osserva: “Ognuno ha una soluzione e ritiene sia quella giusta, ma poi si devono fare i conti con i problemi concreti. Noi abbiamo gestito un'emergenza che non aveva precedenti al mondo. Non voglio negare che ci possano essere stati alcuni errori o sbavature, ma si tratta comunque di aspetti che hanno avuto un impatto minimo. Invece sulla scuola continuo a ribadire che la nostra era una decisione obbligata, non si poteva fare altrimenti”. “Chi chiedeva di fare in un altro modo - rileva il premier - ha dovuto fare marcia indietro quando si è reso conto che si metteva a rischio l'incolumità dei nostri ragazzi e che in ogni caso i ragazzi erano veicolo di contagio per i più anziani”.

Quanto alle mascherine, "sono fondamentali, ma non devono essere percepite come una limitazione”. “Posso dirlo perché - aggiunge - ho richiamato sin dal primo giorno il rispetto delle regole che prevedevano l'obbligo di utilizzare questi dispositivi e adesso ho grande soddisfazione a vedere chi ci derideva costretto a coprire naso e bocca e soprattutto a consigliare a tutti, giovani prima di tutto, che bisogna essere prudenti”.