Contro Covid-19 "io credo che arriveranno dei vaccini in clinica nei prossimi 3-4 mesi, ma non credo che nessuno sarà in grado di dare la protezione o l'immunità a tutte le persone che lo riceveranno.
Nessun vaccino dà la copertura completa, ma c'è una bella differenza fra 90 e 10% chiaramente". E' l'analisi di Mauro Ferrari, scienziato italiano pioniere negli Usa nel campo della nanomedicina ed ex presidente del Consiglio europeo della ricerca (Erc).
Sul coronavirus Sars-CoV-2, osserva l'esperto che è presidente e Ceo di Dompé X-Therapeutics e professore di Scienze farmaceutiche dell'università di Washington, "non c'è dubbio che scoperte importanti siano già state fatte. Per esempio abbiamo capito che questa è una malattia diversa con declinazioni veramente particolari e richiederà una scienza nuova e straordinaria. Ma, prima di arrivarci, servono soluzioni più immediate: vaccini, agenti terapeutici. Ce ne sono più di 200 in fase di sviluppo e sperimentazione. La mia intuizione, che magari si dimostrerà sbagliata, è che questi vaccini copriranno il 5-10-15-20%". Una percentuale "più vicina al 10 che al 90%", prevede intervenendo oggi in Italia all'evento 'Oltre l'emergenza', promosso da Innovabiomed a Veronafiere.
Per Ferrari "ci sarà forse bisogno di creare vaccini personalizzati o cocktail di vaccini diversi - ipotizza - E comunque sia, non credo che sarà il vaccino di per sé la soluzione finale, se non verrà accompagnato da agenti terapeutici in grado di risolvere per esempio la crisi polmonare, o altre crisi di diversa natura che si presentano nella cascata conseguente all'infezione da Covid. Si tratterà forse di avere vaccini e agenti terapeutici insieme, in una maniera che ancora non conosciamo".
