(Adnkronos) - "La ricerca scientifica rappresenta un elemento strategico per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese. Tuttavia, la ricerca pubblica in Italia continua a soffrire di risorse limitate e spesso non gestite in modo trasparente. I numerosi appelli lanciati per decenni dalle più prestigiose istituzioni italiane sulle
I ripetuti appelli della comunità scientifica ai decisori politici sono orientati a "implementare e garantire risorse strutturali per la ricerca scientifica in modo da raggiungere almeno lo 0,75% del Pil (rispetto all'attuale 0,50%), portando l'investimento al livello dei grandi Paesi europei - aggiunge Musarò - Tuttavia, non è solo questione di denaro, ma di metodo nella distribuzione delle risorse e di tempistiche nel dare risposte ragionevoli a chi presenta un progetto innovativo, ma che potrebbe diventare obsoleto per i tempi 'incerti' della valutazione. Infatti, la valutazione degli ultimi bandi Prin e Fis ha subito ritardi, con una media di 14 mesi dalla sottomissione delle varie proposte alla comunicazione degli esiti. Serve una presa d'atto da parte del Governo e un intervento del ministero dell'Università e la Ricerca per sanare queste mancanze", ma anche "rendere il finanziamento alla ricerca stabile e strutturale. La ricerca del nostro Paese - rimarca il docente - aspetta e merita di poter contare su un'agenzia, o su un suo equivalente paragonabile ai modelli europei, che gestisca fondi pubblici su base competitiva, in modo autonomo e trasparente, ispirato a criteri e procedure di valutazione internazionalmente condivisi, con esiti chiari, espliciti e con tempi certi".
