(Adnkronos) - Per le donne con tumore del seno, in Italia più di 53mila ogni anno, i farmaci per la gestione degli effetti collaterali delle terapie o della patologia ricoprono quasi il 41% dei costi sostenuti privatamente. A questi spesso si aggiungono visite specialistiche, trattamenti ed esami diagnostici che vengono effettuati a
"Oggi le opportunità diagnostico-terapeutiche per individuare e trattare il carcinoma mammario sono in continua evoluzione grazie alla ricerca scientifica, ma mentre curiamo la malattia non possiamo dimenticarci della qualità della vita - afferma Flori Degrassi, presidente nazionale Andos - Il tumore del seno non ha conseguenze solo sanitarie, ma anche psicologiche ed economiche. Le pazienti oggi devono farsi carico di alte spese per i medicinali che le aiutino nella gestione degli effetti collaterali della malattia o delle terapie. Le uscite private per questi farmaci equivalgono a circa 500 euro a paziente ogni anno. La tossicità finanziaria è un tema sempre più centrale: per questa ragione, come associazione, abbiamo realizzato una survey che presenta i dati relativi ai costi della malattia, ma anche ai bisogni psicologici e ai timori delle donne con carcinoma mammario".
Come Andos "abbiamo il compito di offrire alle donne uno sguardo comprensibile sul panorama sanitario - spiega Degrassi - perché la conoscenza permette loro di essere soggetti attivi sia nei processi terapeutici che nella fase che precede la malattia, quella della prevenzione. Siamo ben consapevoli che i migliori risultati si raggiungano attraverso il lavoro di squadra, ed è proprio nell'ottica della promozione del dialogo e dello scambio tra diversi Paesi che abbiamo dato vita a due progetti internazionali: Safe Together, ideato in collaborazione con associazioni polacche e croate, che punta alla realizzazione di linee guida dedicate alla formazione dei caregiver delle pazienti terminali, perché possano curarsi sia degli aspetti sanitari che psiconcologici, e S.h.i.e.l.d. che mira ad avvicinare le donne culturalmente ed economicamente svantaggiate agli screening offerti sul territorio. La scelta di svolgere questa 42esima edizione del nostro Congresso nazionale a Gorizia non è casuale: la città è stata infatti dichiarata Capitale europea della cultura 2025, insieme a Nova Gorica".
Saranno molti gli argomenti che verranno trattati durante la tre giorni, iniziando dalla prevenzione e da come dovrebbe essere modulata in base a un rischio clinico correttamente calcolato, tenendo presente alcune condizioni genetiche che richiedono approcci diagnostico-terapeutici particolari. Verrà sottolineata l'importanza dell'approccio multidisciplinare e della continuità del percorso di cura. Professionisti tra i più qualificati presenteranno aggiornamenti sulle innovazioni terapeutiche che permettono di ottenere risultati insperati fino a qualche anno fa, anche in condizioni di malattia avanzata. Si discuterà di intelligenza artificiale, delle sue applicazioni e dei relativi aspetti etici, ma anche dell'importanza della qualità di vita. Verranno presentati i dati della survey curata da Andos sulla tossicità finanziaria e si parlerà del reinserimento delle donne operate nel mondo del lavoro e dei loro diritti. Al punto di vista delle pazienti verrà concesso grande spazio di espressione.
"In Italia il carcinoma della mammella è la forma di tumore più frequente nelle donne, con circa 53mila nuove diagnosi ogni anno - ricorda Fabio Puglisi, professore ordinario di Oncologia medica dell'Università di Udine e direttore del Dipartimento di Oncologia medica presso l'Irccs Cro di Aviano - Grazie ai programmi di prevenzione, in primis lo screening mammografico, e ai progressi terapeutici, la grande maggioranza dei casi viene oggi curata con successo, ma una quota significativa presenta o sviluppa metastasi, cioè la diffusione della malattia ad altri organi. In questi casi, anche se l'ottenimento di una guarigione completa è ancora difficile, i progressi terapeutici hanno rivoluzionato la storia clinica della malattia".
"Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a un vero cambiamento di paradigma - evidenzia Puglisi - Oggi possiamo personalizzare il trattamento in base alle caratteristiche molecolari del tumore e al profilo clinico e genetico della paziente. Disponiamo di terapie endocrine più efficaci, farmaci biologici come gli inibitori di Cdk4/6, nuovi agenti orali contro mutazioni specifiche come Esr1 e Pik3CA, e coniugati farmaco-anticorpo (noti con la sigla Adc) che combinano l'efficacia della chemioterapia con la precisione delle terapie mirate. Per alcune forme più aggressive, come il tumore triplo negativo, sono disponibili l'immunoterapia e farmaci che agiscono su bersagli specifici (Adc contro Trop-2 o Her2, inibitori di Parp, ecc). Questo significa che, per molte donne, convivere con un carcinoma mammario metastatico oggi non è più sinonimo di rinuncia, ma può voler dire vivere più a lungo, con meno sintomi e una buona qualità di vita. Il futuro si gioca sulla diagnosi molecolare, sull'accesso equo alle cure e sulla collaborazione tra medici, pazienti e istituzioni".
"L'intelligenza artificiale offre un'opportunità unica per rivoluzionare i processi di screening radiologici del tumore del seno - rimarca Francesca Caumo, direttrice della Uoc di Radiologia senologica e oncologica presso l'Istituto oncologico veneto, Irccs di Padova - Questa tecnologia avanzata consente una personalizzazione basata su fattori di rischio e densità mammaria, migliorando la precisione delle diagnosi. Grazie alla sua capacità di effettuare triage, l'Ia può ottimizzare l'efficienza dei radiologi, riducendo il loro carico di lavoro e permettendo loro di concentrarsi su casi più complessi e a rischio elevato".
"La radiologia gioca un ruolo cruciale nella diagnosi precoce del carcinoma mammario, anche grazie a tecniche emergenti come la mammografia con mezzo di contrasto e alle pratiche di interventistica ormai indispensabili per la diagnosi e la terapia. L'uso dell'Ia in questo contesto non solo accelera l'analisi delle immagini, ma migliora anche la sensibilità e la specificità nella rilevazione di anomalie, contribuendo così a un trattamento tempestivo e mirato. Integrando l'intelligenza artificiale nei flussi di lavoro radiologici - conclude la specialista - possiamo migliorare la qualità delle cure e supportare i radiologi nel fornire diagnosi più accurate e sicure per le pazienti".
