Fine vita, neurologi: "Morte Laura Santi ci interpella come medici e cittadini"
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Fine vita, neurologi: "Morte Laura Santi ci interpella come medici e cittadini"

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - La Società italiana di neurologia (Sin), "da sempre impegnata nella tutela della dignità della persona e nella promozione di una medicina centrata sul paziente, riconosce la complessità etica, clinica e sociale che il tema del suicidio assistito comporta". In una nota la Sin ribadisce inoltre "la

necessità di un confronto aperto e rispettoso tra istituzioni, professionisti sanitari e cittadini, affinché ogni scelta sia accompagnata da percorsi chiari, trasparenti e rispettosi della legalità e della sensibilità" individuale. 

"La vicenda di Laura Santi", la giornalista morta ieri nella sua casa sua di Perugia a seguito dell'autosomministrazione di un farmaco letale, "ci interpella profondamente come medici, come cittadini e come comunità scientifica - dichiara Alessandro Padovani, presidente Sin - Il dolore che ha accompagnato la sua malattia meritano ascolto e riflessione. Come neurologi, siamo quotidianamente al fianco di persone che affrontano patologie neurodegenerative con coraggio e dignità. E' nostro dovere garantire loro cure appropriate, sostegno umano e, laddove previsto dalla legge, accompagnamento nelle decisioni più difficili. Come Sin - aggiunge - siamo in prima linea in questo delicato confronto, consapevoli dell'importanza di affrontare le questioni legate al fine vita di chi soffre di una malattia neurologica con sensibilità e rigore scientifico". 

La società scientifica ritiene infine fondamentale sottolineare l'urgenza di un investimento reale e strutturale nelle cure palliative dedicate ai malati neurologici. Queste persone - ricorda - sono spesso colpite da condizioni gravi, disabilitanti e invalidanti, che necessitano di un supporto integrato, multidisciplinare che garantisca qualità di vita e rispetto dei loro diritti fondamentali. "Siamo pronti a collaborare con le istituzioni e le altre discipline per garantire che ogni persona riceva il supporto e le cure necessarie - conclude Padovani - rispettando le scelte individuali e promuovendo un approccio etico e umano alla fine della vita". 

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