Covid, casi in aumento a luglio: anche il Sars-CoV-2 ha rialzato la testa
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
02
Gio, Apr

Abbiamo 2703 visitatori e nessun utente online

Covid, casi in aumento a luglio: anche il Sars-CoV-2 ha rialzato la testa

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Non solo le zanzare e le infezioni che trasmettono. Quest'estate è tornato a rialzare la testa anche il Covid, non certo nuovo a periodiche risalite che non hanno mai risparmiato nemmeno la bella stagione. Guardando ai dati del monitoraggio ministero della Salute-Istituto superiore di sanità, da fine giugno a fine

luglio il coronavirus Sars-CoV-2 - che continua a circolare anche se l'emergenza pandemica sembra ormai un ricordo lontano - ha fatto registrare casi in crescita: dai circa 300 a fine giugno (305, da bollettino, nella settimana dal 19 al 25) a circa 500 a fine luglio (513 nel periodo 24-30).  

Restano pochissimi i decessi settimanali, benché ancora presenti. L'indice di positività è salito dall'1,3% al 2,8%, associato però a un crollo dei tamponi (da 23.766 della settimana 19-25 giugno a 18.002 del 24-30 luglio). Nessun problema negli ospedali, dove i tassi di occupazione legati al virus risultano bassi e stabili, sia in area medica sia in terapia intensiva (0,9% e 0,3%%). Ferma anche l'incidenza (1 caso ogni 100mila abitanti); più vario l'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi con ricovero ospedaliero, sempre nei dintorni dell'1 e in lieve calo nell'ultima rilevazione disponibile.  

Costa sta succedendo? "Nell'ultimo mese c'è stata effettivamente un'ondina di risalita", spiega all'Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, che torna alla "mia famosa metafora del sasso nello stagno: onde a digradare che si ripetono periodicamente, non su base stagionale, bensì legate all'instabilità del virus e allo sviluppo di nuove varianti. Covid è una presenza con cui dovremo convivere", ripete il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell'Università Statale di Milano. Ma i bollettini, ormai, sono sempre meno indicativi della situazione reale: "Con così pochi tamponi - precisa l'esperto - i casi sono ovviamente molto sottostimati".  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.