Aids, infettivologo Gulminetti: "Terapia long-acting si adatta a stili di vita"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
23
Gio, Apr

Abbiamo 2065 visitatori e nessun utente online

Aids, infettivologo Gulminetti: "Terapia long-acting si adatta a stili di vita"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - I trattamenti long-acting permettono di "ridisegnare e ottimizzare la terapia antiretrovirale tenendo conto però di un dato importante, la qualità di vita del paziente" con Hiv. Non si tratta più di "una terapia obbligata e indicata dal medico", ma di "una possibilità per il paziente di scegliere le

modalità migliori e più adeguate al proprio stile di vita e alla propria vita lavorativa". Così Roberto Gulminetti, responsabile Unità semplice Hiv Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, nel presiedere il convegno 'Ridefinire il presente per vincere le sfide del futuro nella terapia dell'Hiv', organizzato, oggi all'università degli Studi di Pavia.  

Tale approccio deve "coinvolgere il paziente" e rassicurare "il medico sull'efficacia delle terapie long-acting, ovvero dei trattamenti iniettabili a lunga durata d'azione che, in molti casi, garantiscono risultati paragonabili - se non superiori - alle tradizionali terapie orali. E' necessario strutturare ambulatori dedicati alla somministrazione delle terapie long-acting - sottolinea Gulminetti - in modo da permettere anche agli ospedali meno dotati di risorse di offrire questa opzione terapeutica, garantendo equità di accesso su tutto il territorio". 

Durante il convegno è stato evidenziato come questi farmaci siano altamente efficaci, ma la necessità di recarsi in ambulatorio 2 o 3 volte l'anno per la somministrazione rappresenta ancora un ostacolo per molti pazienti, che potrebbero preferire soluzioni meno vincolanti. Gulminetti auspica quindi che in futuro si possa arrivare a formulazioni "ultra long-acting", capaci di ridurre ulteriormente la frequenza delle somministrazioni. "L'obiettivo - conclude - è liberare il paziente dagli obblighi di frequenza e dal peso psicologico di sentirsi malato quando in realtà è semplicemente portatore sano di un virus ormai silente". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.