Cancro seno localizzato, oncologa La Verde: "Importante stabilire rischio recidiva"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
23
Gio, Apr

Abbiamo 2695 visitatori e nessun utente online

Cancro seno localizzato, oncologa La Verde: "Importante stabilire rischio recidiva"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Una paziente che ha avuto un tumore al seno localizzato viene valutata da un team multidisciplinare fatto di professionisti con diverse specializzazioni, come l'oncologo, il chirurgo, il radiologo e il radioterapista. Si deve esaminare anche il suo rischio di ricaduta, ossia la probabilità che quel tumore, attualmente

curabile, possa eventualmente ripresentarsi in futuro, sia con una recidiva locale, quindi a livello della mammella residua o controlaterale, che a distanza. Si deve capire se c'è la probabilità che si possano sviluppare metastasi in altri organi. Stabilire qual è il rischio di recidiva è molto importante perché condiziona le terapie che intraprendiamo per la paziente". Così Nicla La Verde, direttrice della Struttura complessa di Oncologia all'ospedale Sacco di Milano, intervenendo all'incontro 'Avrò cura di me. Una vita nuova dopo un tumore al seno' di Donna Moderna, realizzato con il contributo non condizionante di Novartis, in occasione dell'Ottobre rosa, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. 

In oncologia, per terapie adiuvanti "si intendono i trattamenti medici che si effettuano dopo un intervento chirurgico, con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva - chiarisce La Verde - Il tumore al seno nasce nella mammella, ma precocemente le cellule tumorali possono spostarsi dalla sede in cui sono nate e, lungo il torrente sanguigno e attraverso i vasi linfatici, arrivare ad altri organi: nell'osso, nel cervello o nel fegato. Per evitare che le cellule tumorali possano attaccare un altro organo, dopo l'intervento chirurgico aggiungiamo le terapie adiuvanti, che comprendono chemioterapia, ormonoterapia e terapie biologiche. Tutti questi strumenti, che collaborano insieme alla chirurgia, vengono utilizzati in modo molto attivo ed efficace. Se oggi possiamo dire che l'85% delle donne con tumore mammario guarisce - sottolinea l'oncologa - è proprio grazie all'insieme di questi trattamenti che utilizziamo". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.