Bigagli (Bms): "Impegnati per favorire crescita professionale giovani scienziati"
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Bigagli (Bms): "Impegnati per favorire crescita professionale giovani scienziati"

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - "Bristol Myers Squibb crede molto nella crescita professionale dei giovani ricercatori. Oltre agli 8 dottorati realizzati insieme al ministero dell'Università e della Ricerca, l'azienda da molti anni offre regolarmente stage curriculari ed extracurriculari". Così all'Adnkronos Salute Alessandro Bigagli, direttore

medico di Bristol Myers Squibb Italia, alla presentazione - oggi a Roma - degli 8 dottorati innovativi in 5 università e 4 regioni (Lazio, Lombardia, Piemonte e Puglia), il cui obiettivo è aprire nuove frontiere della ricerca e accelerare il cambiamento nella pratica clinica. Bms Italia ha co-finanziato gli 8 dottorati di ricerca della durata di 3 anni rivolti a giovani ricercatori che avranno anche l'opportunità di trascorrere 6 mesi in azienda. 

"Gli stage curriculari, finalizzati anche alla preparazione della tesi, possono durare 6 mesi o più - spiega Bigagli - I nuovi 8 dottorati rappresentano un'ulteriore occasione per investire su altrettanti giovani studiosi, che lavoreranno su temi attuali come medicina di precisione, Digital Health, Data Science e scienze omiche". Partiti a novembre, gli 8 dottorati sono attivati in collaborazione con 5 atenei italiani: 2 all'università degli Studi di Bari, 2 alla Sapienza università di Roma, 2 all'università degli Studi di Roma Tor Vergata, uno all'Humanitas University di Milano e uno all'università del Piemonte Orientale. Particolarmente importanti "i dottorati sulla medicina di precisione, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone colpite da gravi malattie - sottolinea Bigagli - Un altro esempio è il dottorato in 'Data Science in Medicine', che vuole formare esperti nella gestione e analisi dei Big Data per la medicina di precisione". 

Durante i 6 mesi trascorsi in azienda, "i dottorandi potranno inoltre approfondire argomenti e attività che in università avrebbero meno possibilità di esplorare. Oltre alla direzione medica, potranno affiancare reparti come farmacovigilanza, regolatorio, ufficio legale e la clinica operativa, l'area che gestisce gli studi clinici condotti direttamente dall'azienda". Si tratta di "un'occasione preziosa per ampliare competenze, interessi e prospettive sul proprio futuro professionale. L'auspicio - conclude Bigagli - è che questi giovani ricercatori formati in Italia possano poi restare nel nostro Paese". 

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