Salute: per diabetici niente 'reset punitivi' post feste ma ripartenza graduale
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Mar, Gen

Abbiamo 1290 visitatori e nessun utente online

Salute: per diabetici niente 'reset punitivi' post feste ma ripartenza graduale

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Gennaio è il mese dei buoni propositi. Agende e app si riempiono di promesse di salute: diete 'miracolose', allenamenti intensivi, programmi detox e ripartenze 'con turbo', spesso con l’obiettivo di annullare gli eccessi delle feste. Ma per chi vive con il diabete - o è a rischio di svilupparlo - questo

approccio può rivelarsi inefficace o addirittura una trappola. A mettere in guardia è la Società italiana di diabetologia (Sid): il nuovo anno non è il momento delle soluzioni drastiche, ma dei cambiamenti graduali e sostenibili, quelli che funzionano davvero perché possono essere mantenuti nel tempo. 

"Diete lampo, digiuni improvvisati e programmi 'tutto o niente' sono difficili da seguire e possono risultare controproducenti, se non pericolosi, per il controllo della glicemia - spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Sid -. Dopo le vacanze natalizie il corpo non ha bisogno di punizioni, ma di ritrovare un equilibrio. L’obiettivo non è 'rimediare' in pochi giorni, ma tornare con calma ad una routine fatta di pasti regolari, scelte alimentari consapevoli e movimento quotidiano".  

Uno dei falsi miti più diffusi a inizio anno è l’idea che solo stravolgendo tutto e adottando soluzioni drastiche si possano ottenere risultati clamorosi. "In realtà – sottolinea Buzzetti – sono i piccoli cambiamenti ripetuti nel tempo a fare la differenza: evitare bevande zuccherate, cucinare più spesso in casa, muoversi un po’ di più ogni giorno. Tutto questo ha un impatto sul controllo glicemico molto maggiore rispetto a qualsiasi dieta drastica". Lo stesso vale per l’attività fisica. Non serve iscriversi subito in palestra e seguire ritmi intensi destinati a durare pochi giorni. "È molto più efficace, nel lungo periodo, camminare di più, ridurre il tempo passato seduti e inserire il movimento nella vita quotidiana". 

Gennaio è anche il momento giusto per rivedere il rapporto con l’alcol. "Dopo settimane di brindisi è arrivato il momento di ridurre il consumo, virando su alternative analcoliche. Evitare l’alcol, oltre a far bene alla salute in generale – osserva Buzzetti – aiuta a migliorare il controllo glicemico, riduce il rischio di ipoglicemie e aumenta la sicurezza, soprattutto in chi assume farmaci o insulina. Vediamola in positivo: non si tratta di una rinuncia, ma della scelta di proteggerci".  

Un altro grande classico del 'down' dopo-vacanziero, è quello dei sensi di colpa, che a gennaio colpiscono soprattutto a tavola. "Colpevolizzarsi per ciò che si è mangiato durante le feste – chiarisce Buzzetti - non aiuta né la salute fisica né tanto meno quella mentale. Al contrario, un approccio più gentile verso noi stessi (anche non necessariamente 'indulgente') e porsi obiettivi realistici favorisce l’aderenza alle terapie, migliora il nostro rapporto con il cibo e rende più facile mantenere le buone abitudini nel lungo periodo".  

Tra i buoni propositi per il nuovo anno, ce n’è uno fondamentale: seguire correttamente le terapie. "Assumere i farmaci come prescritto, rispettare tempi e modalità indicate dal medico e non sospendere mai le cure di propria iniziativa ha un impatto sulla salute molto maggiore di qualsiasi dieta di moda - sottolinea Buzzetti -. È un obiettivo da mettere in agenda fin da gennaio". Il nuovo anno può quindi rappresentare una vera occasione di cambiamento, ma solo se si abbandona la logica del "tutto e subito". "Per chi convive con il diabete – conclude Buzzetti – il miglior buon proposito non è inseguire la perfezione, ma costruire giorno dopo giorno un equilibrio possibile e realistico, basato su scelte concrete, suggerite dal proprio medico, ponendosi obiettivi ragionevoli. Le scorciatoie non funzionano e, in alcuni casi, possono rivelarsi pericolose". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.