Emofilia, De Angelis (Fnomceo): "Formazione diffusa dei medici per continuità cure"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
21
Mar, Apr

Abbiamo 2942 visitatori e nessun utente online

Emofilia, De Angelis (Fnomceo): "Formazione diffusa dei medici per continuità cure"

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "A causa dei pensionamenti c’è il rischio di avere meno colleghi che possano occuparsi di questa patologia, l'emofilia. Ecco che allora la formazione di tutti i medici e di tutti gli specialisti che si possano incontrare nel percorso assistenziale del paziente con malattie emorragiche congenite diventa essenziale".

Lo ha detto Verena De Angelis, consigliere del Comitato centrale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri - Fnomceo, al convegno per la XXII Giornata mondiale dell'emofilia (17 aprile), promosso da FedEmo a Roma. 

"Quando parlo di medici mi riferisco a chi si occupa di medicina generale, al pediatra di libera scelta, al ginecologo, all'odontoiatra - spiega De Angelis - Ecco perché è essenziale fornire a tutti competenze tali da individuare precocemente il paziente con questo tipo di malattia, così poi da riferire un quadro clinico completo ai centri specialistici; una formazione diffusa capillarmente garantisce equità nella fornitura del risultato ma anche un certa correttezza nella cura".  

"La Fnomceo - sottolinea il consigliere - ritiene necessario riallineare la preparazione specialistica alle esigenze dei centri che assistono pazienti con patologie emorragiche congenite, è l'elemento più importante che abbiamo. L'Ordine dei medici è un ente sussidiario dello Stato, quindi ha il compito di vigilare sulla validità dello stato di salute dei pazienti, però non siamo né il ministero né l'università, per cui possiamo interagire con loro verificandone i punti deboli; non ci resta che insistere sulla formazione a tappeto - conclude - magari con eventi specifici diffusi su tutto il terirtorio nazionale". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.