(Adnkronos) - “La salute non dipende solo da ciò che si eredita, ma anche da ciò che si impara biologicamente vivendo. La cosiddetta pancia non è un dettaglio puramente estetico". Lo afferma Antonio Moschetta, professore ordinario di Medicina interna dell'Università degli Studi "Aldo Moro" di Bari, in un
Il grasso addominale viscerale, spiega lo studioso, "non è un semplice deposito, ma è un tessuto metabolicamente attivo, capace di produrre mediatori che influenzano fegato, intestino, sistema cardiovascolare e risposta ormonale", ed è quello "più frequentemente associato a condizioni come insulino-resistenza, diabete di tipo 2, ipertensione, alterazioni lipidiche nel sangue (come dislipidemie) ed accumulo di grasso nel fegato (steatosi epatica)".
Sul ruolo dell'alimentazione, Moschetta avverte che quando "l'alimentazione è troppo ricca di zuccheri rapidamente assorbibili e farine raffinate, la glicemia tende ad aumentare più rapidamente e il pancreas è costretto a produrre quantità maggiori di insulina per mantenere l'equilibrio". La conseguenza è che "il corpo fatica a utilizzare efficacemente il glucosio e tende, come conseguenza, a orientare più facilmente l'energia in eccesso verso la lipogenesi, favorendo l'accumulo di grasso, spesso con maggiore componente viscerale".
Quanto alle diete, il professore mette in guardia dall'effetto yo-yo: l'obiettivo "non è solo perdere peso, ma costruire un equilibrio stabile". Il corpo, conclude, "cambia soprattutto quando cambiano le abitudini quotidiane, non quando si inseguono soluzioni rapide o diete miracolose: il cambiamento vero nasce dove non si vede".
